La fase a eliminazione diretta del Mondiale è iniziata con un poco memorabile Canada-Sudafrica, vinto comunque meritatamente dai canadesi, ma prima ancora che si entri nel vivo, anzi nel vivissimo, è possibile un primo bilancio del Mondiale. Nei gironi 72 partite per eliminare 16 squadre fra un biscotto e l’altro (immondo quello ai danni dell’Iran), alcune delle quali impresentabili in rapporto alle tradizioni (l’Uruguay di Bielsa) o in assoluto.
Comunque sia, i sedicesimi di finale sono rimasti un sogno per 7 asiatiche (Corea del Sud, Arabia, Qatar, Giordania, Uzbekistan, Iraq e Iran) su 9 partecipanti, 3 europee (Repubblica Ceca; Scozia e Turchia) su 16, 3 centronordamericane (Haiti, Curaçao e Panama) su 6, una africana (Tunisia) su 10, una sudamericana (Uruguay) su 6 e l’unica oceanica, la Nuova Zelanda. In altre parole una disfatta per l’Asia che ha perso il 77,7% delle sue squadre (e una delle due qualificate è l’Australia, che disputa le qualificazioni con l’AFC ma non è certo in Asia), mentre la CONCACAF ne ha perso il 50%, l’Europa il 18,7% (Turchia sfortunata, Scozia e Repubblica Ceca tremende), la CONMEBOL il 16,6% e la CAF soltanto il 10%. In altre parole, l’Africa sia pure con il doping della formazione francese di tanti, e quindi culturalmente barando, sta facendo benissimo.
Non facciamo i soliti discorsi: il Mondiale è una festa del calcio, un evento globale, non un campionato fra le migliori 48 squadre del ranking FIFA, diversamente ci sarebbero state anche Italia. Danimarca, Nigeria, Ucraina, Russia (che non ha partecipato alle qualificazioni, peraltro), Polonia, Galles, Ungheria, Serbia, Camerun, Slovacchia, Grecia e Venezuela e non ci sarebbero state Sudafrica, Tunisia, Arabia, Qatar, Uzbekistan, Bosnia, Iraq, Capo Verde, Ghana, Giordania, Curaçao, Nuova Zelanda e Haiti, che prima del Mondiale era numero 88 e quindi la teorica peggiore. Il calcio è pazzo, ma ai gironi si sono comunque fermate 9 intruse su 13. Bulimia per bulimia, per stimolare l’onestà meglio 64 squadre che 48. Il clamoroso successo di pubblico, stadi bellissimi e pieni (il candidato faccia un confronto con Italia ‘90), il turismo calcistico spinto all’estremo visto che negli USA esiste una comunità di qualsiasi paese del mondo, le idee di Infantino e la fortuna di Malagò spingono in questa direzione.
stefano@indiscreto.net



come dice Nate Silver il crimine vero è la qualificazione delle terze classificate, problema già vuto quando si era passati da 16 a 24. Quindi si, meglio 64, se si mantengono i gironi.
Abbastanza pronti per spaccare il Mondiale. Siamo a un Xavi, Donadoni, Van Basten per vincere la prima…