Mattarella non sbaglia
“Dichiaro aperta la celebrazione della quindicesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina”. Con queste poche parole (le trovate ai 5’10” della sintesi di Eurosport qui sotto) Sergio Mattarella a San Siro ha dato il via alle Olimpiadi. Peccato che lui, o chi gli ha scritto il testo, abbia fatto un errore assurdo, sbagliando di dieci edizioni la numerazione dei Giochi: in realtà, limitando il discorso a quelli invernali, sarebbe la venticinquesima. Se ne può discutere, perché Chamonix divenne una Olimpiade solo retroattivamente e le edizioni 1940 e 1944 (a Cortina!) non furono disputate, ma comunque la quindicesima no.
Visto che sono le uniche parole ufficiali pronunciate dal Presidente della Repubblica la gaffe è stata ripresa e commentata in tutto il mondo, ma soprattutto è sparita da telegiornali di ogni colore politico oltre che da media ufficiali e para-ufficiali, come ad esempio l’ANSA nell’accezione biscardiana. Questo non toglie che nei pochi secondi ufficiali che rimangono ai posteri, in ogni edizione, sia stata detta una cosa strampalata. Anche sfortunata, perché in un lungo discorso scaccia-pubblico tipo quello di Malagò sarebbe passata quasi inosservata, ma in poche parole secche l’effetto è stato un altro.
La cosa che ci ha colpito non è stato il silenzio del mainstream e di quasi tutti i giornali, cacciatori di curiosità, ma quello del twittarolo comune, quello che viviseziona le parole di qualunque tamarro del Grande Fratello o di qualunque comico che non fa ridere, ma evidentemente considera poca cosa la presenza del Presidente della Repubblica alle Olimpiadi. Niente, quasi niente, né fra gli influencer né fra la gente che magari manco si è accorta degli errori enormi del telecronista, cioè il capo di RaiSport Petrecca (parentesi: il trombato Bulbarelli aveva ragione quando aveva anticipato il minishow di Mattarella, che poi si è scoperto essere la sua presenza sul tram guidato da Valentino Rossi: una gag ben riuscita) che non ha risconosciuto la Coventry, la Danesi e tanti altri. E quindi? Notare un errore del Capo dello Stato è vilipendio?
stefano@indiscreto.net


non e' sfuggito l'omaggio a budrieri con la scenetta del tram
io non ho mai capito perche' si possa dire qualunque cosa praticamente di qualunque politico, compresa gente eletta 132 volte, magari dando patenti di criminale perche' fanno una foto con il cugino di quinto grado dell'aiuto regista di gomorra, e invece il capo dello stato, un politico eletto da politici, diventa immancabilmente incriticabile, non sbaglia mai mai mai
Vilipendio di cadavere.