L'esonero di Castagner e Dal Cin
Il 21 novembre 1985 uno dei più famosi ribaltoni nella storia dell'Inter, la prima volta in cui possiamo dire 'Io c'ero'...
Ci dispiace per i diretti interessati, al di là del fatto che alcuni di loro siano morti, ma una delle notizie calcistiche che ricordiamo con più affetto è la prima che abbiamo dato, ai microfoni della radio con cui collaboravamo: la cacciata dall’Inter di Ilario Castagner e Franco Dal Cin. Una decisione assolutamente a sorpresa di Ernesto Pellegrini, imprenditore calmo e riflessivo che invece nel calcio prendeva decisioni quasi sempre di impulso. E quasi sempre sbagliate, basti pensare al modo in cui l’anno prima si era liberato di Bagni…
Asterisco per i più giovani, ma basterebbero Google e Wikipedia: Castagner era l’allenatore, arrivato l’anno prima direttamente dal Milan, Dal Cin il direttore sportivo di Zico all’Udinese, Pellegrini il presidente che intendeva spendere soldi veri al contrario del suo predecessore. L’Inter stava andando male? Davvero no: quel giovedì 21 novembre 1985, tre giorni prima della partita con la Juventus a San Siro, i neroazzurri erano terzi in classifica, a un punto dal Milan secondo, e ancora in corsa in Coppa UEFA.
Ma più che analizzare i problemi di Bergomi e Altobelli, con la testa di oggi troviamo interessante ricordare il modo in cui la notizia si diffuse, in quell’era pre-internet. Castagner al mattino aveva letto i giornali: solite cose, con la Juve sfida decisiva, la grande attesa, eccetera. E così si era preparato per andare alla Pinetina, per l’allenamento previsto nel primo pomeriggio. Prima di salire in macchina suonò il telefono del residence dove abitava (la famiglia l’aveva lasciata a Perugia), il famoso Principessa Clotilde, ribattezzato ‘Principessa Clitoride’ per l’assidua presenza di modelle e modellari. Non che Castagner fosse in questo giro, comunque non lo sapevamo: scelta comunque inspiegabile, scomodissima per l’autostrada e nemmeno particolarmente vicina alla sede del club, ai tempi in Foro Bonaparte. Al telefono l’amico andò subito al punto: ‘Hai letto la Notte?’.
La Notte era il memorabile quotidiano milanese del pomeriggio, un giornale popolarissimo e vendutissimo (strepitosa la cronaca, con dettagli inimmaginabili oggi, tipo via e numero civico dei sospettati, nemmeno dei condannati, per un crimine) che aveva due edizioni quotidiane e che quel giorno conteneva un’intervista a Pellegrini in cui il presidente dell’Inter attaccava Castagner in maniera durissima, nella sostanza dicendo che dopo la partita con la Juventus di Trapattoni sarebbe potuto saltare. L’intervista, se non ricordiamo male (ma andiamo davvero a memoria, non sapremmo dove controllare visto oltretutto che la Notte è fallita nel 1998), era dell’iconico Danilo Sarugia.
Di chiunque fosse l’intervista, Castagner si recò ad Appiano Gentile con la morte nel cuore e lì trovò proprio Pellegrini, che aveva già deciso di esonerarlo e che dopo una discussione accesa davanti agli esterrefatti giocatori lo esonerò davvero, senza aspettare la partita con la Juventus allenata da quel Trapattoni che l’anno dopo avrebbe ingaggiato secondo la logica molto italiana-anni Ottanta di ‘fare come Agnelli’. Fu una decisione così poco ponderata che non c’era nessun sostituto pronto, quindi si puntò sull’allenatore della Primavera, che non era un nome qualunque ma Mariolino Corso.
Quanto a Dal Cin, in serata Pellegrini lo chiamò e gli disse che avrebbe seguito la sorte di Castagner. Ma i motivi del dissidio con il direttore generale erano più profondi di un’arrabbiatura per i risultati. Pochi mesi prima il manager aveva infatti provato a portare all’Inter il trentaduenne Zico, mezzo infortunato e comunque al capolinea con l’Udinese, ma per farlo (erano consentiti soltanto due stranieri, bei tempi) avrebbe dovuto cedere Brady che con Pellegrini aveva un filo diretto e comunque era amato da quello spogliatoio che il presidente ascoltava, anche troppo.
Inoltre Dal Cin non amava Castagner, scelta totalmente di Pellegrini, un Castagner che non tollerava i suoi suggerimenti tattici (tipo Tardelli libero) e che avrebbe volentieri sostituito con Bagnoli. Erano d’accordo soltanto su Brady, che nemmeno Castagner apprezzava. Così Pellegrini decise allora di fare piazza pulita, iniziando con calma la ricerca di un nuovo dirigente. Per il primo colloquio arrivò da Varese un giovane Beppe Marotta…
E Inter-Juventus? Contro una squadra che fino a quel momento stava andando fortissimo Corso fece bene: 1-1 (colpo di testa di Bergomi proprio all’inizio e poi Platini che riprese un rigore paratogli da Zenga) con diverse occasioni sprecate e anche una traversa colpita da Bergomi. In generale Castagner lasciò un’Inter terza in classifica, a un punto dalla seconda, ma nonostante l’entusiasmo iniziale con Corso i nerazzurri conclusero il campionato al sesto posto superando per un pelo il Milan. Storia minore, ma è la nostra storia, anzi la mia storia.
stefano@indiscreto.net




Bellissimo come sempre.
'via e numero civico dei sospettati, nemmeno dei condannati, per un crimine'=fantastico
La macchina del tempo esiste. Leggere questo scritto, come altri della stessa firma, mi riporta, anche se per pochi istanti, a quei nostri, migliori anni. Grazie