Le Olimpiadi dei Nimby
È bastato l’annuncio di qualche strada chiusa al traffico, la settimana prossima e in particolare venerdì 6 febbraio, per scatenare i NIMBY di terra e di mare, come se Milano (pardon: Rho, Assago, Bormio, Cortina, Anterselva, eccetera) ospitasse le Olimpiadi tutte le settimane. Di sicuro la chiusura delle scuole, che ha gettato nel panico tutte le famiglie, come la nostra, in teoria o in pratica senza nonni, si poteva annunciare prima visto che la data della cerimonia inaugurale (ci vogliono tirare dietro un terzo anello a 260 euro, cadremo in tentazione) non è stata decisa ieri. Ma per il resto la situazione non dovrebbe essere troppo diversa da una qualsiasi settimana della moda, come provano alberghi e appartamenti Airbnb vicini al tutto esaurito ma non ancora arrivati al tutto esaurito.
Dal nostro punto di vista il problema è un altro, perché il problema è sempre un altro: delle Olimpiadi invernali non ci importa nulla, anche se siamo contenti che si svolgano in Italia. Non ce ne importa nulla perché non seguiamo in maniera continua gli sport che ne sono l’architrave, dallo sci alpino e di fondo all’hockey, e meno che mai quelli marginali che valgono soltanto per le banali ‘storie’ e ‘curiosità’ che abbiamo letto mille volte con nomi diversi. Troviamo poco serio esaltarsi per atleti senz’altro eccezionali ma che nei precedenti quattro anni abbiamo a malapena conosciuto nelle brevi. Vogliamo fare un po’ di bar calcistico sul direttore tecnico del curling che convoca sua figlia? O su due ragazze dello sci che sono ai Giochi ma in Coppa del Mondo non hanno mai fatto la seconda manche? Non ne abbiamo la competenza, nemmeno quella orecchiata.
Che poi ci piaccia tantissimo sciare significa poco: non è che chi scopa sia obbligato poi a guardare film porno. E contano poco anche le tantissime partite di hockey viste dal vivo (ne vedremo anche i Giochi, peraltro), visto che se siamo onesti con noi stessi dobbiamo ammettere che dell’hockey ci piace soprattutto l’ambiente, fondamentalmente di destra a qualsiasi latitudine (anche se in Inside Out sono riusciti a wokizzarlo). Non siamo insomma in grado di apprezzare il fatto sportivo, nemmeno in maniera superficiale. Rimane il fatto che delle Olimpiadi ci emozioni sempre che questi ragazzi si giochino la vita in pochi secondi, in maniera però non diversa da un cantante che partecipa a Sanremo Giovani. In definitiva pensiamo che cultura sportiva non sia farsi piacere tutto, ma saper individuare e apprezzare le differenze, fare confronti, vivere.
stefano@indiscreto.net



Mirabile come sempre.
Condivido in toto il tuo atteggiamento verso i Giochi, e infatti diciotto mesi fa sono stato molto combattuto quando mi hanno chiesto di collaborare alle dirette delle Olimpiadi. Per fortuna (come sai) il ruolo era solo quello di collegamento verbale generico tra un evento e l'altro, tipo bravo (...) presentatore, con saltuari e brevi commenti (ho avuto la fortuna di commentare gli ultimi due game della finale di Djokovic, ad esempio), ma non seguo il 95% degli sport olimpici estivi e il 100% di quelli invernali, pur apprezzando molto l'hockey (...), e trovo ipocrita esaltarmi per gente di cui non mi sono interessato nei 4 anni precedenti. Quando sono entrato a Eurosport il primo giorno mi hanno indicato la cabina dove stava commentando come seconda voce un atleta oro olimpico di anni prima e io non l'avevo mai nemmeno sentito nominare... Per fortuna, ribadisco, lì dovevo fare altro.
Io ho letto mille articoli sul fatto che gli Airbnb siano vuoti ed a prezzi bassissimi https://www.radiocittafujiko.it/olimpiadi-milano-cortina-per-gli-affitti-brevi-e-gia-un-flop-prenotazioni-al-18/
e conoscendo il mercato posso dire che sono bassissimi, una casa intera è sui 100 euro a notte in zone non centralissime, una camera con bagno privato non durante il salone io la affittavo tranquillamente a 60-70 euro a notte....