La battaglia dei sessi più famosa della storia dello sport è stato l’incontro di tennis del 1973 tra il cinquantacinquenne Bobby Riggs e la numero 2 del mondo Billie Jean King. Vinse la King e se ne parlò dappertutto, anche a sproposito, ispirando confronti impossibili sul piano strettamente fisico, con repliche più o meno grottesche (l’ultima Kyrgios-Sabalenka, mi pare). Molto più in piccolo qualcosa di simile è avvenuto anche nel calcio dilettantistico lombardo, la mia passione.
Erano gli anni Settanta ed era usanza a Gorgonzola disputare una partita tra l’Erminio Giana, che disputava il campionato di Prima categoria (oggi è in Serie C), e il Gorgonzola femminile che giocava in Serie A, spesso con ottimi risultati. L’ultimo anno che fu disputata la partita, il 1980, il Gorgonzola in cui giocava la grandissima Betty Vignotto vinse la Coppa Italia e perse lo scudetto femminile nello spareggio con la Lazio. Come detto, la partita tra Erminio Giana e Gorgonzola era una tradizione e nell’ultima edizione disputata fu vinta da quel memorabile Gorgonzola con il punteggio di 3-1.
In quegli anni l’Erminio Giana era una formazione di medio-bassa classifica in Prima categoria mentre il Gorgonzola lottava per vittoria del campionato di Serie A, cosa purtroppo solo sfiorata dalle ragazze del presidente Bolis. Guardando i risultati si potrebbe affermare che nel 1980 il Gorgonzola femminile avrebbe potuto occupare una posizione di alta classifica in una Prima categoria maschile.
Trascorsi più di quarant’anni da queste sfide sfide si può dire che le proporzioni fra donne e uomini siano rimaste queste? Nonostante i buoni risultati della Nazionale femminile e un campionato di Serie A di buon livello con soprattutto Juventus e Roma a contendersi gli scudetti ritengo che il calcio femminile abbia perso terreno rispetto al calcio maschile e tutto per una questione fisica, di agonismo, che è sempre più dominante nelle categorie inferiori del calcio maschile. Una formazione maschile di Seconda categoria, Terza categoria oppure di Eccellenza del CSI, sempre a mio parere, batterebbero la più forte squadra femminile. In altre parole, le donne calciatrici sono migliorate ma è il calcio maschile ad essere, a parità di categoria, molto più atletico rispetto a quello0 degli anni Settanta.
Sono ovviamente confronti accademici, perché ciò che conta è quanto il calcio femminile italiano sia migliorato rispetto a quello delle donne delle nazioni leader. La realtà è che in questo senso, nonostante il numero di praticanti decuplicato, il calcio italiano femminile non è molto migliorato rispetto a quei tempi pionieristici. In Europa rimane in una fascia media, a volte medio-alta (e l’eccellente risultato di Euro 2025 lo dimostra), ma come interesse del pubblico è confinato a qualche exploit della Nazionale. Quanto al discorso fisico-agonistico, anche in questo caso il gap con le nazioni forti di ‘prima’ rimane, tolta qualche campionessa.
Gianluca Casiraghi


Calcio femminile inguardabile, peggio di una partita di calcio saponato o di 3° categoria fra ubriachi alla Domenica mattina. Niente di male.