Le amiche di techno Trezeguet
di Erminio Ottone - Per l'ennesima volta testimoni di notti in discoteca che non creano danni alle prestazioni sportive. Bisogna evitare due sole cose...
Ma quale contratto. Sembra che una firma e qualche zero in più sullo stipendio possano condizionare il rendimento di un giocatore... invece no. Mercoledì sera, Milano, discoteca Hollywood. È la serata pervert, ma solo nel nome: si tratta di una comune serata, con musica techno che difficilmente viene proposta in questa città retrograda. C'è un buttafuori stizzito e malmostoso, ingrugnito con tutti, ma il suo volto si illumina quando compare sull'uscio David Trezeguet.
Cuffia di lana in testa, due amici al seguito, il centravanti della Juventus viene salutato affettuosamente e viene inghiottito nell'antro pervert dell'Hollywood...Quando arriva è già piuttosto tardi. Due ragazze lo vedono, si affacciano al privè sperando di entrare, si spacciano per “amiche del cannoniere Trezeguet”. Il buttafuori, ovviamente più sveglio di loro, risponde: "Ah sì? E come si chiama di nome il vostro amico Trezeguet"? Le due ragazzette sono poco informate, incassano la figuraccia e rinunciano al privè. Avrebbero visto un Trezeguet tranquillo (mai un bicchiere in mano), ma scatenato con la musica techno.
Passano 4 giorni: il francese si sblocca segnando nella neve contro il Siena. Ne passano altri 7: tiene in piedi praticamente da solo una Juve che in difesa fa paura. 3 gol a Empoli. Morale: che male c'è se un calciatore va in discoteca? Regola base: niente alcol e droga. Quanto all'orario, un ragazzo tra i 20 ed i 30 anni impiega poco ad assorbire una notte con poche ore di sonno. E poi, è ormai ufficiale: la techno fa bene al calcio.
Erminio Ottone, 28 gennaio 2004

