La sfida del secolo
Il libro di Barbara Smit sulla storia della famiglia Dassler, che poi è quella di Adidas e Puma ma anche di gran parte del Novecento...
Gran parte dello sport moderno dipende da idee nate a Herzogenaurach, il paese della Baviera dove i fratelli Adolf, detto Adi, e Rudolf Dassler, figli di un calzolaio, iniziarono nel 1924 a produrre scarpe da calcio, allargandosi poi ad altri sport e raggiungendo il successo mondiale nel 1936, trascinati dalle Olimpiadi di Berlino in cui tantissimi atleti (anche Jesse Owens) indossarono le scarpe della Gebrüder Dassler Schuhfabrik. Da qui parte La sfida del secolo - Storia dei fratelli nemici che fondarono Adidas e Puma, il libro di Barbara Smit, uscito nel 2006 ma nei mesi scorsi aggiornato con le vicende aziendali più recenti e uscito in Italia per Limina.
Una storia basata anche su tante interviste esclusive a dirigenti e imprenditori che hanno avuto a che fare con i Dassler, soprattutto con Horst, il figlio di Adi, il più famoso di tutti, fra i tanti presunti inventori del marketing sportivo quello che lo ha inventato veramente, rimanendo nell’ombra ma di fatto governando il CIO e la FIFA, con Samaranch e Havelange considerabili sue creature. La Smit, giornalista finanziaria, mescola bene economia e vicende private, con sullo sfondo (ma neppure tanto) il nazismo, vicende che portarono alla nascita prima di Puma (il nome originario era Ruda) nel 1947, quando Rudolf uscì dall’azienda di famiglia, e poi di Adidas nel 1949. Entrambe a Herzogenaurach, separate fisicamente da pochi chilometri, dove ancora oggi hanno le loro sedi pur avendo in gran parte perso la loro anima tedesca. Un duello infinito che spaccò e tuttora spacca il paese, con le due squadrette locali rigorosamente una Adidas e una Puma.
Il libro è pieno di aneddoti straordinari, che non stiamo a copiare, ma la storia che più di tutti colpisce è quella di Horst Dassler, con la sua creazione di una specie di Adidas parallela con sede a Landersheim, in Francia, nel Basso Reno, che ufficialmente presidiava il mercato francese ma in realtà faceva da base per i progetti di Horst riguardanti Olimpiadi, Mondiali, marketing, creazione di nuove aziende come l’Arena lanciata grazie al volto di Mark Spitz e al controllo di altre come Le Coq Sportif, proprio lo sponsor tecnico dell’Italia campione del mondo 1982, che quindi in finale affrontò la Germania Ovest-Adidas in una specie di derby tutto interno al mondo Dassler.
Chiaramente con la morte dei fondatori, Rudolf nel 1974 e Adi nel 1978, oltre che di quella prematura di Horst nel 1987 a 51 anni, Puma e Adidas avrebbero perso un po’ dello spirito originario, con alti e bassi in base al mercato e ai cambi di proprietà (il più famoso per l’Adidas quello che la portò ad essere controllata da Bernard Tapie), con un finale francese, visto che il primo azionista di Adidas è oggi Arnault e il primo di Puma Pinault. Libro molto interessante anche nelle parti già affrontate da altri autori e addirittura anche al cinema (Adidas vs Puma - Due fratelli in guerra è però pieno di imprecisioni), su tutti David Yallop e soprattutto Andrew Jennings (i loro libri li abbiamo recensiti nel vecchio Indiscreto, in qualche modo recupereremo quegli articoli), con un respiro storico emozionante e miserie umane e familiari in cui tutti possiamo ritrovarci.



Io ho ancora una maglietta di adidas comprata in Buenos Aires nel 1998, dopo 27 anni le stampe sono scolorite ma il tessuto è perfetto! Come per altro una maglietta di H&M comprata a Stoccolma nel 1997, ora durano tre lavaggi...
Cmq per me Adidas è sempre stata la marca indie per antonomasia, perchè è stata la marca del Brit pop, al Rainbow al venerdì sera a un certo punto credo il 30% del pubblico ( quello che veniva per il brit pop, poi c'erano i darkettoni ) avesse la magliettina con le tre strisce o qualcosa con le tre strisce.
Poi di recente ho comprato delle magliette e dei pantaloni e per i prezzi che hanno rimangono sempre fatte molto bene. Tra l'altro il logo adidas è l'unico logo che tollero oltre a Fred Perry, per tutto il resto pago il doppio ma il logo manco morto.
Damon <3 https://www.instagram.com/p/C0KiYN5tNhG/?hl=en&img_index=5