La Pravda della NFL
di Roberto Gotta - La televisione della lega può dare notizie scomode? La storia di Adam Schefter e degli Oakland Raiders dimostra che dipende anche dai giornalisti...
Qualche settimana fa accennavamo all’NFL Network, il canale televisivo della NFL, alla sua struttura, alla sua filosofia di nascita e di sviluppo ed ai problemi che pone a chi vi opera, vista la necessità di conciliare una buona informazione, corretta e precisa, con l’imbarazzo di lavorare comunque per un’azienda di proprietà della lega di cui ci si occupa. Bene, ecco allora la vicenda di Adam Schefter, che imbarazzo non deve averne provato quando ancor prima che terminasse la regular season ha dato, primo tra tutti, la notizia che gli Oakland Raiders avevano deciso di licenziare il loro coach Art Shell, assunto appena un anno fa, dopo una torrida stagione da 2-14. Immediata e stizzita smentita dei Raiders, e ovvie considerazioni da parte di tutti gli altri: come membro della NFL, Oakland è di fatto comproprietaria dell’NFL Network e dunque si è trovata a smentire una notizia data in definitiva da un proprio dipendente. A Peter King, l’ottimo editorialista di Sports Illustrated che l’ha contattato, Schefter ha risposto così: «I dirigenti del network adorano il lavoro che noi giornalisti facciamo. Quando il canale ha iniziato la programmazione so che molti hanno pensato “questo è l’organo ufficiale della NFL, come possiamo credergli?”. Ma non siamo la Pravda. Non siamo mai, mai stati condizionati nel raccontare le cose come stanno. Anzi, è il contrario: vogliono che siamo grintosi, aggressivi». Ma allora chi aveva ragione, Schefter a rivelare la notizia in anteprima, o i Raiders a smentirla? Fate voi: il 4 gennaio Shell è stato licenziato. Da qualche parte, in tutto ciò, ci sono una morale e forse una lezione, ma non sappiamo dirvi esattamente quale.
Roberto Gotta, 9 gennaio 2007

