La Juventus di Spalletti e Buffon
Il commissario tecnico fresco di esonero diventa uno dei pezzi pregiati di un mercato allenatori con tante caselle ancora non occupate. Chissà che non lo segua un altro responsabile...
Dai, Spalletti alla Juventus, scriviamolo, troppo forte la tentazione anche se al momento non c’è niente e su Substack non siamo costretti a scrivere cazzate per attirare click. In realtà Spalletti non ha in queste ore assurde, con la partita don la Moldova che si avvicina, la minima idea del suo futuro (nel mondo di oggi un allenatore di 66 anni può dire di avere ancora un futuro). Non ce l’ha perché la sua assoluta assenza di autocritica non gli ha fatto nei mesi scorsi nemmeno annusare l’esonero che dopo Oslo era diventato inevitabile, non per la qualità del gioco della sua Italia che è quasi sempre stata penosa ma per un ambiente dove l’aria era diventata irrespirabile, con senatori che non mettevano la gamba e giovani mandati allo sbaraglio.
E a chi ha chiesto consiglio Gravina, prima di decidere con la propria testa e di comunicare l’esonero a Spalletti, sabato sera? A Buffon, cioè il secondo responsabile dei problemi dello spogliatoio dopo Spalletti, un Buffon la cui storia azzurra da giocatore è stata eccezionale ma che da dirigente, si fa per dire, ha fatto rimpiangere non diciamo Vialli e Riva ma anche certe mezze figure federali che non davano fastidio ad alcuno. Un Buffon che, va ricordato, arrivò come dirigente all’inizio dell’agosto 2023 e fu uno dei segnali (eufemismo) che convinsero Mancini a dare quelle scellerate dimissioni, che avrebbero portato male a tutti (anche a Mancini).
Ingaggiando Buffon la FIGC guadagnò altre benemerenze presso la Juventus, come tutti i grandi club assediata da grandi ex in cerca d’autore, che poi al momento giusto sarebbe stata fra i grandi elettori di Gravina insieme al resto del calcio italiano, con l’eccezione di Lotito e di un De Laurentiis dissidente prudente. Il sacrificio umano del c.t. dovrebbe adesso placare per un po’ i media, soprattutto se sarà accompagnato dall’arrivo di Ranieri e dall’annessa spazzatura light del genere ‘Sor Claudio’, ‘Aggiustatore’, eccetera. E sul futuro di Spalletti non scommetteremmo, né alla Juventus (anche se davvero avrebbe un senso tecnico, puntando al campionato) né altrove. Ennesima vittima della bollitura post Nazionale, da cui è risultato immune il solo Conte.



In realtà tra le "big" al momento solo la Juventus è senza allenatore, a meno del ripiegone su Tudor che farebbe buttare via altri sei mesi.
E di nomi papabili non è che ce ne siano tantissimi, almeno parlando dei soliti nomi che girano in serie A, si potrebbe dire Mancini e Spalletti, o Farioli se si vuole riprovare con un emergente.