La coppa di Gazzaniga
Una mostra visitata da spettatori feticisti, ricordando quando ridevamo del Processo del lunedì....
Il calcio sarà anche una religione, ma l’adorazione dei trofei ispira sempre un certo imbarazzo, anche quando si tratta della Coppa del Mondo. Ricordiamo come fosse oggi quella puntata del Processo del Lunedì, qualche settimana prima di Italia Novanta, in cui la Coppa FIFA venne portata in studio da una hostess, scortata da due carabinieri in alta uniforme, ed osannata in maniera grottesca dal pubblico biscardiano che anni più tardi si sarebbe specializzato in cartelli di culto tipo ‘Arbitri, ora basta!’, annuendo alle considerazioni di Baldas e ridendo alle battute di Moggi.
Predichiamo bene, ma non abbiamo resistito all’esposizione della Coppa oggi a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Quasi tutti sanno che lo scultore è Silvio Gazzaniga, il cui progetto fu approvato dall’allora presidente Fifa Stanley Rous (la sua era sarebbe terminata nel 1974, con l’elezione di Havelange) dopo che la Coppa Rimet, la Nike di Samotracia rielaborata dal francese Abel Lafleur, era stata assegnata definitivamente al Brasile dopo Messico 1970. Dalle mani del milanese classe 1921 Gazzaniga, che abbiamo sentito nominare per la prima volta nell’immortale Manuale del Gol di Vezio Melegari e visto per la prima volta in una puntata dell’indimenticato Sciagurato Egidio, su Sky, sono nate anche la Coppa UEFA, la Supercoppa Europea (da milanista avrà gradito la recente premiazione), il trofeo per l’Europeo Under 21 e tanti altri trofei di minore notorietà. Cinque chili d’oro su cui ad ogni edizione viene inciso il nome della squadra vincente: essendoci diciassette spazi ed essendo stati giocati dal 1974 ad oggi 9 Mondiali, fra una trentina di anni ci si porrà il problema di come sostituire questi cinque chili di oro, di storia e di gloria. Davanti ai quali ci siamo entusiasmati esattamente come quel pubblico del Processo…
Tornando per qualche riga sulla prima coppa, intesa come trofeo fisico, del mondo, visto che non si tratta del Birra Moretti ci sembra giusta un'osservazione. Questa coppa viene chiamata 'Coppa Rimet' a prescindere, nelle varie rievocazioni storiche (sempre copiando il bigino di quattro anni prima), quando solo nel 1946 prese questa denominazione: con Rimet fra l'altro ancora in vita, visto che sarebbe rimasto in vetta alla FIFA fino al Mondiale del 1954. Insomma, dire che l'Uruguay di Scarone o l'Italia di Meazza abbiano vinto la Coppa Rimet è falso, prima ancora che sbagliato.
Stefano Olivari, 7 settembre 2007



Figurati che c'è gente che faceva il saluto militare al passaggio dei vaccini sui furgoni refrigerati, poi se li faceva sparare dentro a 50° all'ombra. Tutta la vita la leggendaria coppa del mondo.
PS: ma se qualche nazionale la vince per 3 volte, non la assegnano definitivamente?