Emozione da follower per un simbolo degli anni Settanta e Ottanta acquistato da uno dei più grandi italiani di sempre. Siamo stati presenti. ovviamente fuori tempo massimo...
La realtà dei fatti è che, nella mia concezione, in discoteca ai tempi si andava per tre cose: la droga, la figa e la musica ( sex, drugs, and rock'n'roll ).
Visto che ormai tutte e tre le cose sono a portata di smartphone e ti arrivano a casa senza problemi, c'è stato un pivot molto deciso sullo "status symbol" e sull'idea di "evento", Instagram ha molto aiutato in questo, e ora la gente spende un sacco di soldi per far vedere che si può permettere il tavolo al Blue Marlin. Io vado ancora per la musica.
E rimangono discoteche che ancora puntano sulla musica, mi viene in mente il Number One con le sue serate hardcore, a cui andrei ancora volentieri, che comunque tengono.
Per quanto mi riguarda nei locali ci andavo con gli amici, inteso come gruppo, per divertirci e per la figa. Le due cose portavano ad avere come comune denominatore l’alcol (se fossi stato pro stupefacenti avrei avuto molto più successo con la figa, ma tant’è) e la musica faceva da sottofondo. Se il locale era ben frequentato, passava in secondo piano.
Detto questo, droga e figa arrivavano a casa anche quando non c’erano i telefonini, bastava avere i giusti contatti, e per la musica l’unico limite erano i vicini che poco gradivano a certi orari.
Questione status symbol, evento e Instagram: questo sembrerebbe essere il presente e non è il mio mondo. Io uscivo per divertirmi, non per far vedere agli altri che mi divertivo o quello che potevo (o non potevo) spendere.
Chi è avvezzo al mondo dei locali sa che il costo dipende dal cliente. C’è chi deve garantire almeno un minimo per avere un tavolo e chi no. Anche nei posti considerati più esclusivi.
E se paghi per la stessa cosa più degli altri è difficile che tu sia il più furbo…
“E ora Giorgio Armani parla ancora una volta di sentimenti. «Questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo», ha spiegato lo stilista, da ieri nuovo proprietario, che conobbe proprio qui, negli anni Sessanta, il suo amico e socio Sergio Galeotti”
Un po’ come quando Berlusconi acquisì la Standa…
PS a lui piaceva raccontarla così. I motivi erano ben altri…
Che il 91enne Armani rimanga uno dei migliori imprenditori italiani in attività dice di più dell'Italia attuale di un intero rapporto ISTAT. Auguri ai dipendenti e ai tifosi Olimpia per il futuro senza di lui.
De Michelis lo avvistai a passeggio con la sua signora a Knightsbridge, Londra una quindicina d'anni fa. Era ampiamente fuori da ogni giro a quel punto, ma vista la zona, mi venne da pensare che il fondo pensione del PSI non dovesse essere malvagio
Che il 91enne armani sia ancora un imprenditore è la storia del fallimento del modello Italia: Bill Gates la Microsoft la lasciò a 51 anni. Vedremo MSC come finirà, ma Armani, alla sua morte, l'azienda intendo, o fallisce o viene comprata dai francesi in poco tempo.
Entrare nelle discoteche oggi costa molto meno, in proporzione, che negli anni 90, perche’ - molto piu’ che in passato - il fatturato vero si fa con poche persone “alto-spendenti” come dice quel deficiente di Fatturage (chi non sa chi e’ si informi e poi mi maledica).
Pero’ gli alto-spendenti non spendono se in pista non c’e’ nessuno che li invidia, e con il calo delle presenze alle discoteche, e’ necessario fare in modo che siano piene il piu’ possibile per creare la situazione e mandare il cliente alto-spendente “in gaina”, detto in termini tecnici.
O magari i tavoli con le fighe c’erano gia’ negli anni 90 e io non me ne accorgevo, chissa’
Bending Spoons insegna che anche le app vivono di pochi alto spendenti di solito americani.
Ad Ibiza l'emblema è il Blue Marlin, dove entri gratis, puoi bere nel parcheggio, puoi bere nel bar dietro che costa la metà, e i soldi li fanno tutti con i tavoli. Certo la parte free è un po accalcata, ma puoi farti delle bellissime serate spendendo un cazzo. E la gente di Ibiza si lamenta anche del Blue Marlin, dei veri cretini, un posto fantastico, dove se vuoi farti spennare ti fai spennare, se vuoi sentire la musica senti la musica.
“O magari i tavoli con le fighe c’erano gia’ negli anni 90 e io non me ne accorgevo”
La prima che hai detto.
“il fatturato vero si fa con poche persone “alto-spendenti”
Vero perché i costi per un tavolo sono aumentati in maniera esponenziale.
Negli anni ‘80 e ‘90 a parità di locale e località costavano una frazione (inflazione ufficiale e parità di potere d’acquisto già considerati) rispetto ad oggi.
“chi non sa chi e’ si informi e poi mi maledica”
Me l’ha fatto vedere mio figlio adolescente qualche tempo fa. Rimango sempre sorpreso dall’abisso in cui può cadere un uomo…
Oltre a quella dell'alto-spendente che ripiana i conti la tendenza, oggi, più di ieri, è andare al recupero con il bar: vale per i centri sportivi come per le librerie, figurarsi le discoteche... un pezzente che paga l'ingresso ma si porta la bottiglietta dalla Lidl può ancora farcela...
“con le varie caste più volte denunciate dall’immenso (quando era vivo) Erminio Ottone”
Erminio Ottone non muore mai. Al massimo evapora…
Tornando in argomento. Nel derby estivo fra locali pettinati e borghesi del tempo, il Carillon un gradino sopra la Capannina
La realtà dei fatti è che, nella mia concezione, in discoteca ai tempi si andava per tre cose: la droga, la figa e la musica ( sex, drugs, and rock'n'roll ).
Visto che ormai tutte e tre le cose sono a portata di smartphone e ti arrivano a casa senza problemi, c'è stato un pivot molto deciso sullo "status symbol" e sull'idea di "evento", Instagram ha molto aiutato in questo, e ora la gente spende un sacco di soldi per far vedere che si può permettere il tavolo al Blue Marlin. Io vado ancora per la musica.
E rimangono discoteche che ancora puntano sulla musica, mi viene in mente il Number One con le sue serate hardcore, a cui andrei ancora volentieri, che comunque tengono.
Per quanto mi riguarda nei locali ci andavo con gli amici, inteso come gruppo, per divertirci e per la figa. Le due cose portavano ad avere come comune denominatore l’alcol (se fossi stato pro stupefacenti avrei avuto molto più successo con la figa, ma tant’è) e la musica faceva da sottofondo. Se il locale era ben frequentato, passava in secondo piano.
Detto questo, droga e figa arrivavano a casa anche quando non c’erano i telefonini, bastava avere i giusti contatti, e per la musica l’unico limite erano i vicini che poco gradivano a certi orari.
Questione status symbol, evento e Instagram: questo sembrerebbe essere il presente e non è il mio mondo. Io uscivo per divertirmi, non per far vedere agli altri che mi divertivo o quello che potevo (o non potevo) spendere.
Chi è avvezzo al mondo dei locali sa che il costo dipende dal cliente. C’è chi deve garantire almeno un minimo per avere un tavolo e chi no. Anche nei posti considerati più esclusivi.
E se paghi per la stessa cosa più degli altri è difficile che tu sia il più furbo…
Dal CdS:
“E ora Giorgio Armani parla ancora una volta di sentimenti. «Questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo», ha spiegato lo stilista, da ieri nuovo proprietario, che conobbe proprio qui, negli anni Sessanta, il suo amico e socio Sergio Galeotti”
Un po’ come quando Berlusconi acquisì la Standa…
PS a lui piaceva raccontarla così. I motivi erano ben altri…
Che il 91enne Armani rimanga uno dei migliori imprenditori italiani in attività dice di più dell'Italia attuale di un intero rapporto ISTAT. Auguri ai dipendenti e ai tifosi Olimpia per il futuro senza di lui.
De Michelis lo avvistai a passeggio con la sua signora a Knightsbridge, Londra una quindicina d'anni fa. Era ampiamente fuori da ogni giro a quel punto, ma vista la zona, mi venne da pensare che il fondo pensione del PSI non dovesse essere malvagio
Che il 91enne armani sia ancora un imprenditore è la storia del fallimento del modello Italia: Bill Gates la Microsoft la lasciò a 51 anni. Vedremo MSC come finirà, ma Armani, alla sua morte, l'azienda intendo, o fallisce o viene comprata dai francesi in poco tempo.
“mi venne da pensare che il fondo pensione del PSI non dovesse essere malvagio”
Perché non hai visto Larini…
Entrare nelle discoteche oggi costa molto meno, in proporzione, che negli anni 90, perche’ - molto piu’ che in passato - il fatturato vero si fa con poche persone “alto-spendenti” come dice quel deficiente di Fatturage (chi non sa chi e’ si informi e poi mi maledica).
Pero’ gli alto-spendenti non spendono se in pista non c’e’ nessuno che li invidia, e con il calo delle presenze alle discoteche, e’ necessario fare in modo che siano piene il piu’ possibile per creare la situazione e mandare il cliente alto-spendente “in gaina”, detto in termini tecnici.
O magari i tavoli con le fighe c’erano gia’ negli anni 90 e io non me ne accorgevo, chissa’
Bending Spoons insegna che anche le app vivono di pochi alto spendenti di solito americani.
Ad Ibiza l'emblema è il Blue Marlin, dove entri gratis, puoi bere nel parcheggio, puoi bere nel bar dietro che costa la metà, e i soldi li fanno tutti con i tavoli. Certo la parte free è un po accalcata, ma puoi farti delle bellissime serate spendendo un cazzo. E la gente di Ibiza si lamenta anche del Blue Marlin, dei veri cretini, un posto fantastico, dove se vuoi farti spennare ti fai spennare, se vuoi sentire la musica senti la musica.
“O magari i tavoli con le fighe c’erano gia’ negli anni 90 e io non me ne accorgevo”
La prima che hai detto.
“il fatturato vero si fa con poche persone “alto-spendenti”
Vero perché i costi per un tavolo sono aumentati in maniera esponenziale.
Negli anni ‘80 e ‘90 a parità di locale e località costavano una frazione (inflazione ufficiale e parità di potere d’acquisto già considerati) rispetto ad oggi.
“chi non sa chi e’ si informi e poi mi maledica”
Me l’ha fatto vedere mio figlio adolescente qualche tempo fa. Rimango sempre sorpreso dall’abisso in cui può cadere un uomo…
Oltre a quella dell'alto-spendente che ripiana i conti la tendenza, oggi, più di ieri, è andare al recupero con il bar: vale per i centri sportivi come per le librerie, figurarsi le discoteche... un pezzente che paga l'ingresso ma si porta la bottiglietta dalla Lidl può ancora farcela...
Fantastico. La scena finale di Sapore di Mare, che ho colpevolmente visto solo 7-8 anni fa, è davvero di grande impatto.
Se hai notato c’è anche la Parietti 🤣
No, non me n'ero accorto.
Non riesco ad allegare un’immagine quindi ti lascio un link:
https://www.ciakmagazine.it/news/sapore-di-mare-ecco-5-curiosita-sul-film-con-jerry-cala-e-christian-de-sica/2/
Già... E dire che avrei dovuto capirlo... Ho il pessimo vizio di guardare i film in maniera distratta, perdendomi sfumature e altro...