La caduta degli DEI
di Italo Muti - L'attentato a Trump, i miliardi per Zelensky, Cuba rimandata, l'aeroporto Berlusconi, i musulmani d'Europa, le tre Russie e il petrolio di Sanchez
Hormuz, vediamo solo questo mentre l’iceberg 2028 incombe su quasi tutto. Oppure è tutto incluso compresi gli attentati, seppur maldestri? Aggiungiamo un pezzo visto che le analisi possono durare poco, visto che la realtà made in USA è in evoluzione quasi minuto per minuto. In questo specifico caso l’attentatore non è ebreo e neanche una quinta colonna, ma proprio dem. La cosa che colpisce è come arrivino armati e vicino al Presidente, in teoria la persona più protetta del mondo.
I servizi segreti usa fanno veramente cagare oppure la smania di eliminare Trump è tanta, visto che, tra le altre cose, ha eliminato DEI, marginalizzato la lobby trans e demolito la politica green in maniera antisistemica. Per esempio molti soggetti, in buona percentuale colorati, assunti dallo stato tramite USAID, sono ancora senza lavoro, pur con un mercato che riassorbe facilmente i disoccupati se in possesso di qualifiche. L’Iran viene dopo e non provoca queste reazioni, è proprio Trump che non rispetta il sistema instaurato dai dem, tipo i BLM di marca obamiana. Ecco che l’attentato si lega a quanto scritto qualche giorno fa.
Il ciclone Trump ha velocizzato il tutto: una politica espansionistica a livello geopolitico, padrone nel giardino suo, Sud America. Maduro il primo, il secondo passo doveva essere Cuba ma uno sguardo a volo di uccello ha consigliato di tenere solo l’embargo, nonostante la flottilla in sapore di Salis minor (con aereo di ritorno causa manifestazione, altrimenti era nuoto solidale). Restano il dossier Est Europa e quello medio orientale. Se al giardino americano ci pensa da solo, per gli altri due filoni si aspettava collaborazione europea che c’è stata leggermente in un caso, di opposta visione nell’altro.
Sull’Est Europa Trump concedeva vantaggi territoriali alla Russia con un’Ucraina diminuita anche in senso politico, con longa manus occidentale che congelava molte cose, ingresso nella NATO in primis. Qui Francia, Germania e il cane fedele inglese hanno fatto resistenze regalando con la UE, miliardi di euro in prestito che non verranno mai restituiti, a Zelensky, satrapo non più legalmente in carica ma con numerose ville estere di proprietà, ancora sul trono seppur vacante. I legami con la Nuland, abbreviativo di Nudelman vero cognome originario, Bessarabia (tra Moldavia e Romania oggi) e il potere Dem obamiano, si vede che sono ancora validi seppur sottotraccia per la VdL, Macron, Merz e Starmer con la Kallas pronta a urlare qualsiasi minchiata pur di continuare una guerra già persa. Una pace lì riuscirebbe a dar punti ad un Donaldone affaticato, con vantaggi commerciali come progettato con Gaza ma, proprio per questo, i becchini UE continuano a remare contro e postdatare la fine.
La contesa si complica con la Cina che aiuta Mosca, una mano pelosa se vogliamo ma sempre una mano, e che dannatamente, rende l’esito ancora più scontato visto che poi si ritrovano dalla stessa parte anche a fianco dell’Iran. Donaldone adesso ha unito i due dossier ed uscirne diventa difficile. Già Gaza era una questione spinosa, adesso il raddoppio con l’Iran fa diventare l’affare di quadratura complicata.
In dirittura di arrivo verso il 2028, Donaldone mette in dubbio l’alleanza atlantica visto che, gli europei, nicchiano su interventi e pagamenti della difesa sostenuti in gran parte dagli USA. Niente ombrello difensivo e trasferimento tecnologico a favore della vecchia Europa? Allora, mi pagate comprando made in USA a prezzo maggiorato, energia-armi-merci. Perché, soffermandoci solo sull’energia, quando petrolio e gas russo, di cui fa incetta Sanchez (ditelo a Massimo Giannini), costano decisamente meno?
A questo punto, marcia indietro e inchino a Silvio Berlusconi, che sconfigge comune di Milano e limitrofi per il nome all’aeroporto, per la sua visione molto in anticipo aprendo a Russia e Libia e che, per questa ragione, è stato eliminato con le scuse di olgettine e spread (chiedere a Bini Smaghi). Un’Europa che apre alla Russia la rende più forte e indipendente e come tale, è una possibilità da eliminare senza discutere, considerati i piani pensati da tempo immemore, tipo la divisione della Russia stessa in tre stati.
Un’Europa debole ed economicamente fiacca può essere conquistata definitivamente e asservita ad un nuovo ordine di cui manca solo il coming out, entità che ha voluto la presenza di musulmani in loco per esempio, oltre i 30 milioni nel 2026. La guerra alla Russia ha sempre avuto questo scopo, la sua inclusione era un vulnus da evitare automaticamente e, allora, molti strani percorsi si chiariscono, compresi i becchini che guidano un tir chiamato Ue in una strada senza uscita.
Il mercato, intanto, nonostante l’incertezza della guerra e dei colloqui, scommette sulla ricerca di uno straccio d’accordo che dia la possibilità ai contendenti di uscirne con la faccia sorridente, seppur a denti stretti, con una classifica figura a V, con le oscillazioni che si sono accorciate come larghezza…vale sempre ciò che disse Gordon Gekko: il denaro non dorme mai.
Italo Muti, da Monte Carlo
italomuti@libero.it


Ciao Italo,
L'attentatore aveva donato 25 dollari alla campagna di harris. 25 dollari. Come puoi non provare pena, gente che non riesce a dire due frasi senza menzionare trump, investono loro stessi in questa isteria collettiva
In europa si vincono battaglie tipo su chi riesce ad entrare nella 34esima commissione di vigilanza e osservazione sull'AI. Osservate bene, con calma. La guerra e' una cosa troppo seria per noi.
Forse che l'attentato è una pagliacciata mal riuscita, ancora peggio della precedente?