Inzaghi in pensione
Firmando con l'Al-Hilal l'ex allenatore dell'Inter ha compiuto una scelta di bassissimo profilo, soldi a parte. Dal terzo mondo calcistico quasi tutti tornano bolliti...
Simone Inzaghi firmando con l’Al-Hilal a 25 milioni netti a stagione, fino al 2027, ha contraddetto anche sè stesso. Se davvero si sentiva sottovalutato, da Marotta e dai media, come ha pensato e detto per mesi, gli sarebbe bastato aspettare una delle tante grandi panchine in bilico, visto che tutta Europa ha notato cosa è stato capace di fare negli ultimi anni con un’Inter da ottavi di finale, ottimisticamente quarti, di Champions. Di più: poteva non dimettersi, rispettare il contratto fino al 2026 e aspettare il metaforico cadavere azzurro di Spalletti.
Invece ha fatto questa scelta di bassissimo profilo, tranne ovviamente che per i soldi (ma parliamo di un uomo che può avere messo via quasi 40 milioni, fra le due carriere), con l’aggravante di averla fatta un mese prima della delusione di Monaco e con l’aggravante delle aggravanti di averlo detto ai giocatori (peggio: solo ad alcuni di loro, quelli di interesse arabo e qualche senatore) durante la preparazione, si fa per dire, della partita con il PSG.
All’Al-Hilal troverà Milinkovic-Savic, Cancelo, i resti di Koulibaly (De Laurentiis è uno che ha fatto a meno di Jerry Calà negli anni Ottanta…), un paio di brasiliani promettenti, ma soprattutto un campionato senza visibilità internazionale, nonostante i grandi nomi, e con un ritmo da vecchie glorie che fa stizzire chi ha ancora il fuoco dentro, come il CR7 visto ieri sera segnare il gol della vittoria contro la Germania. Un campionato che si propone di far crescere una classe media araba (da qui i massimo 8 stranieri a referto) ma che per un allenatore ambizioso è degradante.
Può andare bene per Terim, per Blanc, per Michel, al limite anche per Pioli, ma non per Inzaghi o l’ancor più giovane e cool Jaissle. Insomma, se Inzaghi non crede in se stesso, ad alto livello, ha fatto benissimo ad accettare questa proposta: nei suoi panni quasi tutti avremmo scelto i soldi, al di là del moralismo. Ma se voleva lasciare un segno e dare una lezione a chi lo ha sottovalutato se ne pentirà quasi subito, alla Mancini.



Mi collego all'articolo di ieri della Gazzetta, davvero di cattivo gusto, contro Inzaghi.
A me pare che la Gazzetta prenda di mira in modo ingeneroso tutti gli sportivi che decidono di andare in Arabia, con dei toni simili a quelli del KGB di Beria quando qualche personaggio fino ad allora sulla cresta dell'onda diventava improvvisamente persona non gradita alla dirigenza dell'Unione Sovietica.
Lo stanno facendo con Inzaghi adesso (io non sono un fan di Inzaghi, ma oggettivamente la lista di quello che ha perso e' senza senso, e gli altri allora?) ma lo hanno fatto con Roberto Mancini quando si e' dimesso dalla nazionale per andare in Arabia, e lo fanno con tanti altri. Forse un po' meno con Pioli ma solo perche' e' stato il Milan a cacciarlo.
Ho l'impressione che se Inzaghi avesse fatto una scelta "romantica" tipo lasciare l'Inter per allenare il Piacenza di un ipotetico progetto simile a quello del Como, non sarebbe stato criticato. Ma se decidi di andare in Arabia a fare i soldi veri, sappi che la Gazzetta si dara' da fare perche' ci sia una vera damnatio memoriae nei tuoi confronti.
Concordo abbastanza col discorso, ma la realtà per me è che da quei contratti ti puoi liberare quando vuoi, l'unico limite, se cossì vogliamo chiamarlo, è che per avere i benefici fiscali dovrebbe stare fuori almeno sei mesi dall'Italia, cosa ormai non possibile per l'anno in corso.
Insomma, piuttosto che stare fermo "per aggiornarsi" ( la cazzata che dicono tutti ), meglio allenare qualcosa, e l'Arabia Saudita è diventata ormai un bel parcheggio. Ancelotti in un momento di down della sua carriera era andato all'Everton, ma li non vogliono uno in attesa di una panchina migliore.
Mi ricordo una intervista alla moglie di Benitez in cui diceva che il marito, disperato per la mancanza di calcio, allenava i ragazzini in chiesa o qualcosa del genere: ecco per quanto triste, meglio l'Arabia.
Certo, mi fa ridere che tra tutte le cazzate scritte sulla gazzetta, nessuno abbia mai parlato di telefonata di Elkann a Inzaghi, che sarebbe stato ovviamente da prendere al volo, e che prima o poi per me, a meno di offerte di altissimo livello in europa, passerà anche da noi