Il saluto della Sottana
di Oscar Eleni - La settimana di Schio, Mazzon, Gherardini, Schwazer, Pajola, Vitucci, Baldini, Trump, Zandalasini, Nicola, Sawe, Uglietti, Repesa, Cappelletti, Attard, Poeta e Doyle...
Oscar Eleni nel bosco fra le nuvole sulle Ande dove le rane si mimetizzano per sfuggire ai serpenti predatori. Un po’ come girare per il mondo in questi giorni. Meglio fingere di non esserci, anche perché devi litigare con tutti, con chi porta certe bandiere e chi non porta niente. Non parliamo del rapporto con il computer. Nel nostro caso un tradimento via l’altro, chiedendo assistenza a chi ti fa pesare la richiesta e ci ha tolto la “gioia” del santo lunedì.
Pazienza, cerchiamo di ritrovare al martedì almeno la serenità fra queste nuvole boliviane, su alture dove anche camminare è faticoso a meno che tu non sia come il trentunenne keniano Sebastian Sawe che a Londra ha corso la maratona sotto le due ore, una barriera storica abbattuta in un giornata festosa, per la gioia del suo allenatore italiano Claudio Berardelli, bresciano di Passirano arrivato in Kenia nel 2004, che gli ha ridato vita, progetti, un bel programma di allenamento, anche dopo la rottura del tendine d’Achile. Bella storia, bel traguardo, un po’ come la marcia del quarantunenne campione olimpico Alex Schwazer che in Germania ha ritrovato lo stile giusto per vincere la maratona e mettersi in coda per trovare un posto magari agli Europei, anche se, dopo tante battaglie, molte delle quali perdute, non cerca di portare via il posto a nessuno.
Dicevamo della foresta fra le nuvole ed è sotto questi alberi secolari, cercando di sfuggire ai serpenti, che prepariamo le pagelle per un basket italiano che avrebbe bisogno di miracoli o, magari, dell’ assistenza diabolica dell’intelligenza artificiale che ora ci servirebbe per purificare l’aria, anche se cedere alle macchine sarà una resa senza condizioni come già sanno i laureati licenziati o mai assunti. Da noi la metteremmo subito dove si ritrovano gli arbitri, ma se dobbiamo essere sinceri l’arbitro, il giudice, nella vita, in qualsiasi sport, o processo, sarà sempre contestato e considerato il nemico che ti ha stroncato la carriera, la professione. Tutti innocenti, soprattutto adesso che vorrebbero far passare una legge per rendere meno dura la vita di chi si accontenta di poco per infrangere le regole. Uno pochino incinta, come diceva quella mamma disperata al ginecologo che visitava la figlia.
Chi attacca cosa, chi è colpevole, chi è l’attentatore sfuggito a famosi servizi segreti dove sanno come fermare un povero disgraziato, mai quello che mette la bomba sul treno, sulla macchina del magistrato. Gli americani ne hanno persi di presidenti e personaggi famosi, da Lincoln ai KENNEDY per non dimenticare Martin Luther King. In questi giorni, per fortuna, difficile dire se è un bene ci ha detto un amico americano, sembra che nessuno possa arrivare al signor TRUMP, perché il professore che aveva preso alloggio nell’albergo dove si ritrovavano per il pranzo quasi tutti i corrispondenti alla Casa Bianca è stato fermato prima, non prima che portasse le armi in albergo, ma quando ha cercato di entrare nella sala grande. Meglio che le cose siano andate a buon fine, anche se ora è iniziato il girotondo fra chi sfrutterà il mancato attentato e chi crede al complotto. Anche qui fate decidere all’intelligenza artificiosa, tanto, ormai, si deve credere soltanto a quello che vogliono i padroni del sistema.
Dicevamo del basket, delle pagelle a due giornate dalla fine, santificando la domenica di Scafati dove la squadra di basket ha riconquistato la serie A dopo un anno e quella di calcio, la famosa Scafatese di tanti racconti, è salita di categoria approdando alla serie C. Una domenica senza sorrisi, a parte il calcio e lo squadrone di Stroppa vicino al ritorno in serie A, invece, per la Venezia del basket che ha visto la Reyer maschile perdere la sfida contro Milano che ora è terza e con meno angosce, mentre le ragazze di Andrea Mazzon, pur dopo una bellissima stagione, hanno dovuto lasciare ancora una volta lo scudetto a Schio, il 14° della storia, il nono nella carriera della trentottenne Giorgia SOTTANA che ha chiuso in trionfo una carriera da dieci e lode.
Andiamo ai remi, ai duri banchi come dicono i veneziani, alle pagelle:
10 A SCHIO e a SOTTANA oltre che a ZANDALASINI, per il 14° scudetto nel campionato femminile, ma un bel voto se lo meritano anche le loro avversarie della REYER Venezia che pure avevano sognato avendo vinto gara uno sul campo di Schio.
9 A Frank VITUCCI, uno che la serie A la merita sempre, per aver riportato nella massima serie la Scafati di Nello LONGOBARDI presidente che sa combattere anche quando tutto sembra congiurare contro i suoi progetti.
8 Al PAJOLA ritrovato, dopo la lunga degenza per sistemare un ginocchio malandato, anima vera della VIRTUS OLIDATA rimasta sola in testa alla classifica.
7 A Marcelo NICOLA che espugnando il campo della capolista Brescia ha forse anche salvato la bella TREVISO che ha davvero cambiato marcia e, ultimamente, a parte la scivolata di Napoli, ha preso scalpi importanti.
6 A UGLIETTI e CAPPELLETTI, registi italiani per la bella REGGIO EMILIA e per la TREVISO che forse ha lasciato la zattera della retrocessione. Due ragazzi che anche in tempi bui ci mettevano il cuore , come dicono i tifosi reggiani, Uglietti è meglio dei cappelletti, felice di stare insieme al CAP vero su questo podio.
5 AI SAPIENTONI come noi che tormentavano REPESA per aver accettato la difficile scommessa di NAPOLI. Urlavamo così dopo il primo quarto contro TRENTO, un misero 10 a 17. Per fortuna DOYLE, 26 punti partendo dalla panchina, ha trovato la chiave per avvicinare addirittura la squadra ai playoff.
4 Ai CRITICONI che non valorizzano il buon lavoro della Lega e di GHERARDINI. Questa idea di far giocare alle 17 tutte le partite delle ultime due giornate è buonissima e libera il campo da fastidiose illazioni, senza bisogno di chiedere aiuto all’AI come dovrebbero fare quelli del calcio svenduto.
3 A BRESCIA per aver sbagliato la partita che poteva garantire il primo posto, per aver sprecato il vantaggio di 15 punti dopo 10’. COTELLI ha preso nota e per i play off cercherà di non cadere più nella stessa trappola.
2 A Peppe POETA se si terrà soltanto le cose buone della bella partita di Venezia. Farsi rimontare un più 22, trovarsi la REYER sul collo nelle battute finali ci ha ricordato tante altre partite dell’ARMANI dove tutto sembrava funzionare prima del diluvio che poi ha rubato un posto per la fase decisiva dell’Eurolega.
1 A BALDINI e ATTARD, bravissimi arbitri, giustamente scelti della FIBA per dirigere le finali delle coppette organizzate da chi ora è pronto all’abbraccio pericoloso con la NBA, perché avremmo visto volentieri i nostri migliori direttori di gara anche nell’EUROLEGA che andrebbe difesa e non snaturata.
0 A DE RAFFAELE tradito dalla pessima Cantù nella sfida che il bravo allenatore, già ammesso al BUCINTORO veneziano per due scudetti conquistati, cercava per togliersi finalmente dalla pozzanghera della retrocessione dove adesso sembra che sia rimasta soltanto SASSARI, tristemente alla finestra nell’ultimo turno, quello dove TRAPANI ci ricorda, ogni volta, il terribile finale della gestione castigata anche nel calcio.
Oscar Eleni


Bell articolo… come sempre da chi fa “pesare” ogni assistenza 😁