Il patriarcato di Julian Ross
Edoardo Bove torna a giocare, ovviamente non in Italia. ricordandoci un personaggio di culto con il suo stesso problema...
Edoardo Bove è una persona reale, Julian Ross anche di più perché è da decenni che non ci esce dalla testa. E stiamo anche rivedendo per l’ennesima volta la prima stagione di Holly e Benji, su Prime Video, siamo arrivati alla drammatica semifinale fra Mambo e la New Team… Come tutti sanno, Bove ha risolto il suo problema al cuore con un defibrillatore sottocutaneo, ma non può tornare a giocare in Italia perché i regolamenti non lo consentono. Con la Roma c’è l’accordo per la rescissione, probabile che lo si riveda in un’Inghilterra non di primissima fascia, ma teoricamente potrebbe giocare (con varie gradazioni, come controlli e autorizzazioni) in quasi tutta l’Europa. Comunque auguri a Bove, scusandoci per averlo usato come pretesto per parlare di Julian Ross, il campione ci permette di smarcarci dai partiti un po’ talebani di Holly e Mark.
Chiamandolo Julian perdiamo il pubblico dei giovanissimi, che con Capitan Tsubasa si stanno abituando ai nomi originali giapponesi (Misugi Jun nel suo caso), ma del resto nessun giovanissimo legge Indiscreto, anzi nessun giovanissimo legge, quindi andiamo avanti. In sintesi, cosa ci ha sempre colpito di Julian Ross? Prima di tutto il fatto che non sia centrato soltanto sul calcio. Di famiglia ricca (ma anche Benji, per dire, lo è), il problema al cuore lo fa prima giocare pochi minuti a partita e poi smettere. Ricomincerà alla grande, non è uno spoiler perché tutti sanno, ma intanto si è messo a studiare medicina: insomma, un misto fra Socrates e il Cruijff che aveva ispirato Yoichi Takahashi nel crearlo, maglia numero 14 compresa. Nel corso della storia, mescoliamo anime e manga, Julian avrà anche un’evoluzione tattica, diventando una sorta di libero (cambierà anche numero), addirittura maestro nel comandare la squadra in quella che ai bei tempi si definiva ‘trappola del fuorigioco’.
Con gli occhi di oggi il pur tormentato e intelligente Julian potrebbe passare come un esponente del patriarcato. Al di là del fatto che in Holly e Benji le ragazze/donne siano puro contorno (groupie, tifose, amiche, a volte fidanzate, certo mai giocatrici), la puntata più controverssa di tutto l’anime è quella cn cui Julian prende a schiaffi Amy perché ha rivelato il suo segreto (la malattia) a Holly. Julian non voleva pietà, voleva soltanto giocare ed eventualmente morire sul campo, in ogni caso quegli schiaffi ci sembrarono esagerati anche con gli occhi dell’epoca visto che l’intento della sua futura moglie, fra l’altro amica di Holly e cripto-rivale di Patty, era buono. Comunque sia, Julian Ross è l’anello di congiunzione fra il cartone animato ottimista, nato proprio a inizio anni Ottanta, e quelli giapponesi dei decenni precedenti, in cui il sacrificio e la morte erano presenti. Concetti quindi ritenuti accettabili per i bambini dell’epoca, da genitori che erano educatori (magari cattivi educatori) e non ansiose mezzeseghe.
stefano@indiscreto.net



IL vero campione tra tutti! Ricordo con affetto il tiro della tigre di Landers contro le onde del mare e la catapulta infernale dei gemelli Derrick.
Tom Becker però è quello che tutti vorremmo in squadra!
Ma vogliamo parlare delle prestazioni incredibili di Ed Warner? Altro che il raccomandato Benji Price (con annessa villa ed allenatore personale).