Il miracolo di Santa Giulia
Ci volevano davvero le Olimpiadi per liberare Milano da 35 anni di quasi-monopolio del Forum dei Cabassi...
Venerdì sera eravamo fra i non pochi, saremo stati in tremila, presenti alla partita vinta da Caldaro su Varese alla Santa Giulia Arena. In onore alle tante viste dal vivo già al Piranesi ai tempi del Saimex, nemmeno del Saima, di Kim Gellert, ma soprattutto alla curiosità per l’inaugurazione dell’arena in cui si giocherà gran parte delle partite del torneo olimpico di hockey su ghiaccio (le altre a Rho). La prima impressione è stata quella di un cantiere aperto, all’esterno ma anche all’interno, fra cavi e materiali per l’edilizia qua e là. Nemmeno entriamo nel discorso del traffico, che vista la zona impone la scelta fra code devastanti in auto per percorrere pochi metri oppure uno slalom fra molto presunti contribuenti INPS dalla stazione della metropolitana di Rogoredo all’arena.
Seconda impressione: sarà per la capienza ridotta rispetto al primo progetto (adesso 11.800, più o meno), sarà per il calore di un pubblico motivato, con moltissimi varesini, l’impatto è stato più che buono anche senza conoscere un solo giocatore delle due semifinaliste di Coppa Italia. A proposito di tifosi, abbiamo letto (in questo caso non c’eravamo) di 2.000 milanesi in rossoblu che si sono dati appuntamento sabato per Rittner Buam-Vipiteno: numeri incredibili ma veri, superiori a una media Serie C calcistica e facilmente raddoppiabili come ha dimostrato un passato non troppo lontano.
Ma abbiamo divagato, torniamo all’impianto. Da ricordare che che dopo le Olimpiadi difficilmente si vedranno tanti eventi sportivi a Santa Giulia: forse in qualche occasione il grande volley, forse le ATP Finals che Binaghi e l’ATP stessa non vedono l’ora di trasferire a Milano. Certo non l’Olimpia, che ha ormai considera il Forum sua casa definitiva, meno che mai l’hockey visto che Milano non ha nemmeno una squadra senior iscritta a un campionato federale.
Veniamo al punto: perché dalla scomparsa del palazzo dello sport di San Siro, quindi dal 1985, a Milano si è costruita una sola arena importante, l’allora Palatrussardi (al netto della nostalgia era poco più di un tendone), lasciandola oltretutto andare in malora? La risposta l’avrebbero dovuta dare i media, che invece per la prima volta nella loro storia non hanno sostenuto il partito del cemento. Anzi, per decenni se la sono presa con il Comune, a prescindere dal partito del sindaco, che avrebbe fatto mancare le mitologiche ‘strutture’.
La risposta l’ha data alla fine la stessa Santa Giulia che ha rischiato di non aprire per i ricorsi della proprietà del Forum, respinti soltanto grazie all’innegabile interesse pubblico di avere un impianto olimpico nel comune di Milano. Per farla breve: la famiglia Cabassi, tramite la società Forumnet (controllata dal gruppo Bastogi, nome che dà i brividi ai vecchi trader), ha negli ultimi anni presentato ricorsi al TAR della Lombardia e al Consiglio di Stato nei confronti di nuovi palazzetti a Milano, in particolare l’Arena di Santa Giulia realizzata da Eventim/Ticketone e che avrà un costo finale presumilibile di 350 milioni di euro, di cui una cinquantina (ma senza contare le varie agevolazioni, soprattutto sugli oneri di urbanizzazione) pubblici.
Nella sostanza la classica strategia di chi potendo scatenare mega-avvocati si mette a contestare tutto: agevolazioni, varianti urbanistiche, impatto ambientale, eccetera. Avere ragione non importa, l’importante è evitare la concorrenza. La facciamo breve: la scorsa estate il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente l’appello di Forumnet confermando tutte le scelte urbanistiche e definendo l’arena “strategica” per Olimpiadi 2026. Insomma, vittoria del Comune e di Eventim.
Pazzesca poi la vicenda del Palatrussardi, poi Mazda Palace, infine PalaSharp, costruito nel 1986 e abbandonato nel 2011 ma che sarebbe dovuto risorgere per le Olimpiadi, almeno nei piani iniziali: nel 2018 Ticketone e MCA Events presentarono un progetto per riqualificarlo in arena da circa 8.000 posti, da usare per l’hockey femminile dei Giochi e poi per altri eventi, ma due anni dopo Forumnet ricorse al TAR lombardo, in sintesi (nostra) accusando di avere dato a Ticketone una corsia preferenziale. Ricorso accolto in parte, bando da rifare. Nel 2021 nuovo bando e nuovo ricorso di Forumnet, con il Consiglio di Stato che lo respinse.
Nel 2022 quindi l’appalto se lo aggiudicò Ticketone, che però non fu in grado di andare avanti per aumento dei costi e perché nel frattempo aveva cercato di avere dal Comune uno sconto sul canone, e qui Forumnet non c’entrava. Anzi, con la decadenza dello scenario Ticketone addirittura Forumnet avrebbe avuto la possibilità di subentrare, ma prevalsero altre considerazioni, su tutte quella di non cannibalizzare il sistema Forum. E così il Palazzo di Lampugnano non c’è più. Tramontata per fortuna l’ipotesi moschea, si punterà sull’edilizia sociale: circa 300 appartamenti che di base dovrebbero costare sui 500 euro al mese di affitto. Inutile però fare demagogia: l’edilizia sociale, volendola fare, si può fare ovunque visto il numero di aree abbandonate (aka ‘da riqualificare’) anche in zone non proprio periferiche, mentre la base per l’impianto sportivo ambizioso già c’era.
Chiudendo con Santa Giulia, la previsione è che il suo futuro sia più centrato sulla musica e quello del Forum più sullo sport di quanto già non sia. Niente di questo c’entra con l’hockey su ghiaccio italiano, che nel disinteresse generale (anche incredibilmente del CONI) non ha una Serie A, vista l’emigrazione delle squadre migliori verso il campionato austriaco (Bolzano e Val Pusteria, l’ex Brunico) o l’Alps. Incredibile che a Milano un pubblico esista ancora, per uno sport anti-televisivo (il disco non si vede) e diventato nel corso degli anni sempre più confinato nelle valli, con poche eccezioni. Sono lontani i tempi in cui David Messina, direttore di Top Hockey (non stiamo scherzando) in un suo editoriale auspicava la creazione di una squadra di hockey a Palermo.
stefano@indiscreto.net



Pazzesca poi la vicenda del Palatrussardi, poi Mazda Palace, infine PalaSharp..
Per pochi mesi PalaVobis ma per anni ExPalaVobis e per un po' PalaTucker
Bei tempi
'uno slalom fra molto presunti contribuenti INPS dalla stazione della metropolitana di Rogoredo'
Su questo tipo di slalom, visti i miei frequenti sbarchi a Rogoredo, sarei da podio olimpico. Anche e soprattutto in notturna...