I gattoni di Carnesecca
di Oscar Eleni - La settimana di Della Valle, De Raffaele, Gazzoli, Franzoni, Poeta, Peterson, Battocletti, Mangini, Brignone, Marzorati, Furlani, Papetti e Bilan
Oscar Eleni davanti a Ca’ Dario, il palazzo maledetto di Venezia che qualcuno vorrebbe acquistare, pur conoscendo la storia di sventure che indusse Woody Allen a rifiutare l’offerta, la meraviglia del XV secolo dove Raul Gardini perse il desiderio di vivere. I gondolieri non si avvicinano e neppure il pesce lucertola che si mangia tutto ha il coraggio di andare a molestare i visitatori.
Scenario ideale pensando ai mercanti nel tempio dell’Olimpiade invernale che farà impazzire Milano più di Cortina, mentre la fiaccola che dovrebbe portarci la pace viene servita su tovaglie dorate a chiunque, dall’uomo gatto all’attore che si fa radiare avendo urlato al mondo che preferisce la patonza a tutto il resto, meno che ai grandi veri del nostro sport nei giochi bianchi.
Polvere di cantieri per opere che forse non saranno pronte, ma ci siamo abituati dicono dalle terrazze romane pensando al Giubileo appena concluso, contenti che la palla sia caduta più lontano, verso montagne dove tutto appare artificiale, dove gli elfi si sono divertiti a togliere la memoria a chi doveva onorare e non dimenticare i campioni dello sport invernale, giocando a rimpiattino persino con le leggi per giustificare certe scelte, cioè dimenticare il campione olimpico perché sindaco, senza spiegare cosa succede nel grande baraccone.
Per fortuna la fiaccola non brucia il talento e allora viva il Franzoni che rianima lo sci maschile, volando sulla Streif, viva Federica Brignone che si è rimessa gli sci dopo l’infortunio, dopo tanta sofferenza, nella speranza che la Goggia si faccia ispirare dalla Battocletti capace di rivincere il cross del Campaccio a San Giorgio su Legnano, dopo essere caduta, scivolando come una bambina ha detto la campionessa trentina sorridendo sul traguardo.
Augurandosi che non aumenti anche il prezzo dell’acqua del rubinetto, non sapendo cosa rispondere a chi è scappato davanti ai prezzi per andarsi a vedere magari Arianna Fontana nello short track o i campioni del disco su ghiaccio, non avendo rifugi a buon mercato nella città dove tutto è aumentato, dagli affitti alla pancetta, proviamo a guardare altrove.
Buone nuove , ad esempio, per l’atletica al risveglio anche con pochi impianti indoor nell’Italia delle facili promesse e delle stitiche riflessioni, come a Milano dove si deve combattere per non farsi rubare la pista del XXV Aprile, una fiaccolata che il presidente Castelli con la sua gloriosa Pro Patria-Cus Milano devono fare per non dover litigare con chi vorrebbe piazzare campi da tennis dove dovrebbero atterrare giavellotti o martelli.
Per fortuna Furlani è già andato oltre gli 8 metri saltando in lungo nella gaia Parigi, nella settimana dove anche la Iapichino ha fatto sapere di essere pronta, nei giorni della santa Pennicanza per la riconciliazione fra Jacobs e Camossi, un triplista con corona mondiale che gli aveva indicato la strada, inventato una grande storia, un allenatore che meritava di non essere messo da parte, nella speranza che ritrovino la strada interrotta dal campione olimpico dopo le imprese di Tokyo quando la Florida e l’allenatore che non fa ravioli gli avevano fatto credere di poter volare ancora più in alto.
Ritrovare la strada di casa seguendo il dottor Giorgio Papetti e Marzorati per godersi un pomeriggio con Ghighi Parodi, Sandro Gamba, Alice Pedrazzi, il De Mori dei Visionari e del Museo dedicato al basket, per la presentazione di un bel libro su Lou Carnesecca. Miniera luccicante da esplorare grazie al genovese Lorenzo Mangini.
Un tonico pensando alla settimana europea delle nostre “regine” che il calendario malvagio fa giocare proprio nel lunedì dove ci è concesso sfogare un po’ di rabbia, maledicendo il computer che la settimana scorsa si è bloccato proprio quando volevamo far sapere che la barca del grande basket sembrava avere perso la spinta. Chi governa la Lega ha messo ai remi gente come il GAZZOLI che dovrebbe migliorare la comunicazione anche se escluso dai cento che contano, proprio come Peterson, almeno secondo il SUPERBASKET diretto dal nostro amico GUERRINI. Speriamo che trovino collaborazione dalle società che spesso amano farsi dispetti, che spesso tradiscono, che spesso vanno fuori giri come Trapani.
Campionato di basket che si mangia allenatori proprio come quello di calcio, ma per fortuna, qualche volta va anche bene, come dicono a Genova, mentre De Rossi nel balun tormenta la Bologna già afflitta dalle cadute della Virtus, come pensano a Cantù dove il DE RAFFAELE pluriscudettato ha dato la prima vittoria in trasferta ritrovando finalmente lavoro pur sostituendo a malincuore il BRIENZA che aveva ridato la serie A alla società dove ha lavorato così bene per tanti anni.
Basket che ha bisogno di pagelle interiori per ritrovare il piacere di litigare e allora proviamo a scrivere sull’acqua del canale mentre la gondola ci tiene lontani da CA’ DARIO, lasciandoci ammirare le ultime botteghe artigianali veneziane che tanto piacciono ad ANDREA BOSCO e alla LITTIZZETTO, ultima pasionaria.
10 Al LORENZO MANGINI per il suo bel libro sul maestro LOU CARNESECCA, origini a PONTREMOLI, raccontandoci la storia del grande allenatore “italiano” di St.John’s , nato a New York nel 1925, la città dove si è spento a 99 anni . Una miniera per chi ama il basket e le storie appassionanti come di questa icona del basket, un grande allenatore per generazioni, per molti un padre tutta la vita, un grande lavoro fatto per i tipi di Erga Edizioni che diventa magico con i video e i contenuti multimediali.
9 A MARZORATI per come aiuta SANDRO GAMBA e sentirsi ancora al centro della storia nel suo amato basket. Un bel racconto sull’amico LOU, tanti bei ricordi per una platea che ha capito il messaggio, peccato che non ci fossero molti allenatori ad ascoltare.
8 A GIORGIO PAPETTI che a marzo organizzerà un memorial per MABEL BOCCHI. Come nei giorni in cui aiutava tanta gente, prima sul campo anche in serie A nelle nazionali giovanili, poi, come medico, al pronto soccorso. Anche adesso il Papo, come lo chiamano tutti, dopo RUBINI, cerca di tenere accesa la luce sul Museo del basket ricordandoci chi eravamo.
7 A DELLA VALLE e BILAN i grandi saggi che tengono al vertice la BRESCIA di COTELLI capace di beffare la bella UDINE proprio come ha fatto Milano soltanto alla fine.
6 A DE RAFFAELE che ha ridato speranze a Roberto ALLIEVI per avere CANTÙ in serie A anche l’anno prossimo quando finalmente il nuovo palazzo in città ridarà vita alla vera storia del CANTUKY. Lo stesso voto a BRIENZA per tutto quello che ha fatto per la Casa Madre sapendo che i profeti in patria, spesso, vengono presi a sassate.
5 A REGGIO EMILIA che tira troppi calci al secchio riempito con tanta fatica. Anche contro CANTÙ è riuscita a rovinare un più 14 a metà gara che faceva pensare ad un facile successo.
4 Agli ALLENATORI che tengono i giocatori di scuola italiana soltanto per sventolare asciugamani in panchina o, addirittura, in tribuna. Certo se la FEDERAZIONE tace e i regolamenti non cambiano sarà sempre peggio.
3 Alla VIRTUS OLIDATA BOLOGNA se non scatenerà l’inferno per convincere i predatori dell’EURONBA che la città e la storia della VIRTUS non possono essere messe da parte per “risvegliare “ ROMA sotto il tendone del centrale.
2 A PESARO, LIBERTAS LIVORNO, BRINDISI e RIETI, al comando in A2, insieme a CIVIDALE, se non ci promettono di costruire già adesso squadre per vivere alla grande in serie A come ai tempi belli.
1 A TREVISO che non sembra capace di rialzarsi anche dopo aver cambiato allenatore, anche dopo innesti sfortunati visto che MACURA, appena arrivato, è finito in sala operatoria. Peccato e chiedere di nuovo aiuto ai BENETTON non sembra carino.
0 A Peppe POETA se, dopo aver ammesso che la squadra è mal strutturata, non andrà da MESSINA a spiegare perché sorride a tutti, anche ai suoi giocatori, vecchi gattoni ingrassati che, come diceva CARNESECCA, le prenderanno sempre dai gatti giovani ed affamati, meno che a lui e a STAVROPOULOS. Lo sapeva prima di accettare l’incarico come stavano le cose.
Oscar Eleni

