Strepitoso al cinema 19 anni fa, 300 ci è piaciuto molto anche rivisto in televisione su HBO l’altra sera. Immagini e immaginario grandiosi, Gerard Butler super come Leonida, tutto strepitosamente esagerato. Come Franco Rossi, che non perdiamo occasione per ricordare (con i pochi amici siamo così) e che agli Spartani delle Termopili dedicò interventi memorabili, orali e scritti, con una rivelazione che lasciava di stucco molti: in pratica i 300 di Leonida sarebbero state 150 coppie gay, scelte appositamente per rendere granitico il già notevole cameratismo dei guerrieri spartani.
Una provocazione delle sue? Noi ignoranti? Tutte e due le cose, anche se in ogni caso il punto di partenza non erano il film (che a Franco non era piaciuto particolarmente) né le invasioni dei Persiani ma il solito, cioè il Brasile del 1970, quello costruito da Saldanha e poi portato al trionfo da Zagalo non ancora Zagallo. Un Brasile in cui a detta di alcuni giornalisti al seguito, e anche di Franco, c’erano diverse coppie gay, secondo le versioni più estreme addirittura cinque. Il senso del discorso era sottolineare che un certo tipo di rapporto rinforza la squadra. O anche, rigirando il discorso, che il vero spirito di squadra porta ad amare i compagni, magari in maniera anche soltanto platonica. In ogni caso Clodoaldo non si discuteva.
Nel film di Zack Snyder non c’è traccia di gayezza, almeno secondo noi (tutto è negli occhi di chi guarda), ma non c’è dubbio che in Grecia anche in ambito militare, anche nella cazzutissima Sparta, certi amori fossero diffusi, soprattutto con lo schema vecchio-giovane o, se vogliamo (ma proprio se vogliamo), mentore-allievo. Rapporti che non necessariamente avevano uno sbocco sessuale, tanto meno di coppia come la intendiamo oggi con il pranzo dai suoceri o peggio ancora il weekend in una SPA.
Comunque sia, le parole di Franco ci spinsero a riaprire (anzi ad aprire) qualche libro: alle Termopili non c’erano 150 coppie gay, mentre è vero (per gli asteriscabili storici dell’epoca) che altre città della Grecia avevano eserciti in cui la presenza di diverse coppie era favorita. L’esempio massimo il Battaglione Sacro di Tebe, 300 uomini espressione (secondo Plutarco) di 150 coppie con struttura per così dire pederastica. L’idea di base era che di fronte al proprio amante chiunque tenda a dare il meglio, comunque a non fare la figura del vigliacco. Ma gli Spartani erano già spartani di loro, non avevano bisogno di questo doping affettivo.
Tornando al film, confessiamo di avere sperato, nel 2007 e addirittura anche poco fa davanti alla televisione pur sapendo come finiva, che la licenza poetica si sarebbe spinta fino al punto di sconfiggere i Persiani, che secondo Erodoto erano quasi 3 milioni come esercito, e alle Termopili almeno 200.000, ammazzando Serse (la sua voce computerizzata una trovata geniale) che pretendeva la sottomissione, o che magari l’orrido Efialte non avrebbe rivelato il sentiero segreto per aggirare gli spartani. Ma anche un fumettone, 300 nasce proprio da una graphic novel oltre che dalla Storia, ha i suoi limiti e il film non li ha superati. Al di là del discorso gay un film molto maschile, di quelli che si fanno sempre meno: nessun guerriero spartano nero, donna, dubbioso, fragile.
Senza contare l’aspetto ideologico, tutt’altro che subliminale. Gli Spartani siamo noi, sì anche noi che la cosa più coraggiosa che facciamo è guardare Open VAR e che già trovavamo pesante il doposcuola (figurarsi l’agoghè), mentre i Persiani sono ‘loro’. Brutti, indifferenziati, stupidi nell’attaccare uno alla volta come i mostri anti-Jeeg. I Persiani, anzi il dream team che avevano messo insieme e che andava dagli Egizi ai Babilonesi, però dopo le Termopili conquistarono davvero quasi tutta la Grecia, distruggendo anche Atene, prima che a Salamina il tattico Temistocle (protagonista del buon sequel del 2014, 300: L’alba di un impero) facesse girare la storia. Anche la nostra.
stefano@indiscreto.net



a me piacque molto, se vogliamo anche un programma politico. coraggio, nessun piangina, non solo niente negri ma contro, con sottostante l'invasione, il nemico vince con il tradimento e non per valore etc etc
Nel battaglione sacro, se un della coppia moriva, doveva farlo pure l'altro
Che poi sono le stesse cose che Corona dice(va) sullo spogliatoio dell'Inter