Guida Petrucelli
di Oscar Eleni - La settimana di Antonini, Della Valle, Spalletti, Alibegovic, Ivanovic, Battocletti, Messina, Bertea, Datome, Edwards e Djordjevic...
Oscar Eleni sulla strada della Santa Pennicanza, seguendo Fiorello, Biggio e Cremonini, ascoltando il messaggio che arriva all’Italia dello sport dalle campionesse che hanno riscaldato la settimana diventata gelida mentre ascoltavamo i farisei al tavolo della finta pace, consumati da giornate col veleno nella coda quando in Australia, su una spiaggia famosa, due fanatici hanno massacrato ebrei che partecipavano alla festa della luce. Mischia chiusa confondendo tutto e infatti chi ha sterminato tanta gente, magari a Gaza, dice che i fatti di Bondi Beach nascono dall’antisemitismo dilagante. Una bomba e una carezza, andando verso feste del consumo più che della pace.
Nell’isola dello sport, lasciando perdere il calcio dei santi e dannati in giorni alterni, ieri beatificato lo Spalletti che in settimana era stato messo al rogo come Chivu che, adesso, è primo in classifica, mentre Firenze vorrebbe buttare nell’Arno una squadraccia che già si era mangiata un allenatore come Pioli facendo commuovere il povero Commisso. Per fortuna ci hanno pensato le nostre ragazze d’oro a far dimenticare ogni pasticcio: Sofia Goggia che torna sul podio nel giorno in cui Nadia Battocletti stravince ancora una volta l’europeo di corsa campestre in Portogallo, su prati dove anche la staffetta mista con Parolini, Zanoni, Sabbatini e Arese si è presa l’oro.
Benedetta la mira della Vittozzi nel biathlon, bella la storia delle pallavoliste di Scandicci che vincono la coppa del mondo spodestando le regine di Conegliano, brindando ai prossimi 23 anni della Antropova eletta miglior giocatrice della festa brasiliana dove la quarantunenne palleggiatrice Ognjenovic ha dimostrato, come la coetanea sciatrice americana Vonn, che non esiste età per il grande talento.
Giornata particolare anche nel piccolo mondo antico del basket in una settimana in cui aveva scoperto che la vera invasione dell’Europa la faranno quelli della NBA prima o, magari, insieme a chi gioca con i bottoni rossi che mandano in cielo bombe atomiche. Petrucci che insieme a Garbajosa e al Bertea che, secondo qualcuno, è già il delfino eletto quando lui si stancherà di “aiutare” la pallacanestro ad uscire dai cortili dove l’hanno spinta altri sport al momento certo più popolari. Magari come pallavolo o tennis, ben distante dai progressi dell’atletica o del nuoto, cacciata dai suoi templi come a Milano perché l’Olimpiade incalza e la grande città europea non ha un palazzo dello sport che possa tenere i diecimila quasi fissi che ancora credono nell’Armani dopo la caduta di Ettore Messina, uomo che secondo Petrucci potrebbe davvero essere il garante europeo con la NBA che si è presentata a Roma. Quello che c’era a San Siro è caduto proprio sotto la neve e chi doveva ricostruirlo ha preferito fare un parcheggio.
Domenica che rende più luminosa la fiamma in viaggio verso Milano e anche verso la Cortina dei veleni dove neppure i migliori diplomatici riusciranno a spiegarci perché un campione come Ghedina non è stato neppure considerato fra i tedofori, perché se tutti i nostri campioni con un carattere diciamo difficile, o stravagante, dovessero essere esclusi dalle feste comandate del grande sport, ci sarebbero teatri semivuoti e tribune con i soli famigliari.
Giorno di festa che la pallacanestro ha festeggiato alla sua maniera scoprendo che Armani e Olidata Virtus viaggiano a fari spenti per le fatiche europee, nascondendo tante debolezze nella duecentesima sfida, quella vinta da Milano anche segnando soltanto 74 punti perché la Bologna di Dusko Ivanovic, con Morgan infortunato e il povero Edwards sperduto nel bosco dove lo avevano già incatenato venerdì quelli dell’Hapoel capoclassifica, ha segnato 63 punti dovendo quasi sempre inseguire.
Giornata da ricordare in agenda anche perché la Trapani che sarebbe prima senza penalizzazione, la società in guerra con tutti, super multata, con un presidente che litiga con il sindaco, con quelli del basket e del calcio, continua a vincere. Anche senza un giocatore importante come Alibegovic e il capo allenatore, dopo le dimissioni di Jasmin Repesa, continua a far notizia per i 90 punti che ha segnato per distruggere Udine anche senza avere in panchina il vice a cui era appena stato rinnovato il contratto, anche senza gli altri dello staff tecnico, lasciando che a dirigere tutto fosse l’oriundo azzurro Petrucelli che ha segnato pure 10 punti e si è messo in quintetto prima di guidare dalla panchina la macchina impazzita.
Bevendo spumante italiano per festeggiare la cucina italiana diventata patrimonio dell’umanità facendo arrabbiare gli inglesi che sono convinti, ma dai, di meritare la nomina anche più di noi, andiamo alle pagelle:
10 A SKY per aver presentato, invitando Djordjevic e Pessina, il bellissimo docufilm di Jure PAVLOVIC sul LOST DREAM TEAM, l’ultima grande nazionale jugoslava, quella che a Roma vinse il titolo europeo lasciandoci senza cena, sapendo che nessuno l’avrebbe accolta con i fiori in una Patria dilaniata dalla guerra, sapendo che quelle bombe avrebbero diviso per sempre uomini che erano grandi sul campo ed amici fuori, anche se nessuna bestialità separerà mai Dino Radja da Vlade Divac, se nessuno troverà parole per consolare Zdovc che la Slovenia fece partire da Roma prima della finale.
9 A TRAPANI perché tutti i presidenti di società seguiranno l’esempio visto che si vince anche senza allenatore e senza staff tecnico in panchina. Se fosse vero e fosse giusto sarebbe un bel risparmio, peccato che non sia proprio così.
8 A TRENTO nella settimana dove ha fatto bella figura in Europa e interrotto la serie vincente della REYER che si diverte a far impazzire il suo allenatore.
7 A MRSIC e a SASSARI anche dopo la sconfitta di Tortona dopo 2 supplementari perché la squadra sembra reagire dopo i troppi guai d’inizio stagione che sono costati la panchina a BULLERI.
6 A DELLA VALLE per aver ritrovato la strada per fare canestro aiutando Brescia a tenersi il primo posto solitario in classifica anche dopo una partita sofferta contro Varese.
5 A CREMONA se dovesse deprimersi troppo dopo la stangata di Napoli. Vero che è stata una partitaccia come dice l’allenatore, ma vero anche che ci sono molte cose fatte bene nella stagione da proteggere ancora e poi gli astri, come direbbero anche quelli del calcio, erano ostili.
4 A CANTÙ che in viaggio si perde e deprime una città che stava festeggiando la sua grande storia sportiva, in attesa che il nuovo palazzo ridia vita al basket come piace in casa ALLIEVI.
3 A REGGIO EMILIA se dovessero prendersela con un bravo allenatore invece che con gente capace di buttare via una bella vittoria regalando un finale da incubo e una rimessa da minibasket.
2 All’EUROLEGA che non riesce a reagire mentre la NBA porta i suoi dollari in Europa. Troppi giocatori mediocri rendono tristi le nostre platee dove nei quintetti base raramente ci sono talenti prodotti dalla scuola italiana.
1 AI MAXI RADUNI per i migliori del settore giovanile, cercando di imitare, con grande ritardo, quello che hanno fatto nella pallavolo. Radunarne 80 per tre giorni, sapendo che poi non troveranno mai spazio, serve a poco. Comunque siamo contenti che DATOME possa almeno predicare dove altri hanno lasciato il deserto.
0 Al focoso presidente ANTONINI se non riuscirà a spiegarci perché tutti se la prendono con lui. Le dimissioni di uno come REPESA come le spiega? Se ne è andato perché stanco di vincere o di insidiare chi punta allo scudetto sapendo di poterlo fare anche partendo con penalizzazioni che certo non si è inventato lui?
Oscar Eleni (oscar.eleni@fastwebnet.it)

