A Bergamo prima di Italia-Irlanda del Nord è stato giustamente ricordato Beppe Savoldi, grande attaccante nei suoi anni migliori ai margini della Nazionale di Bernardini e Bearzot, anche perché la concorrenza era costituita da Bettega, Graziani e Pulici. Per l’eternità Mister Due Miliardi, anche se in realtà Ferlaino diede al Bologna molto meno, supervalutando un Clerici verso il capolinea e la comproprietà di Rampanti. Insomma, tutti sanno chi sia stato Savoldi, buona tecnica e grandissimo colpitore di testa grazie alle gambe esplosive, una specie di Hugo Sanchez ante litteram (Pio Esposito è stato paragonato a Van Basten da primari media nazionali, quindi su Indiscreto possiamo osare tutto), e non è nemmeno il caso di esagerare con il what if: la storia della Serie A è piena di cannonieri, fra cui lo stesso Pulici, che hanno frequentato la Nazionale meno di quanto avrebbero fatto oggi.
Nelle sue biografie viene giustamente ricordata la megasqualifica per il calcioscommesse, sul finale di carriera, squalifica poi ridotta dopo il Mondiale 1982, ma non le circostanze in cui maturò, davvero curiose. Perchè Trinca e Cruciani sostennero che Bologna e Avellino avessero concordato il pareggio e di aver ricevuto assicurazioni in tal senso da alcuni giocatori rossoblu (fra cui Savoldi, Dossena e l’immancabile Petrini) e dell’Avellino. Peccato però, peccato anche per i tanti scommettitori clandestini (Trinca e Cruciani compresi, che dovevano rientrare di alcuni bidoni) che si erano esposti sul pareggio, che la partita finì 1-0 con un gol proprio di Savoldi a 20 minuti dalla fine, anticipando Di Somma, qualche anno più tardi nemico interno di Franco Rossi nel suo breve periodo da uomo mercato dell’Avellino (se Netflix ci credesse potremmo superare Squid Game).
In altre parole i due grandi accusatori (non certo per sete di giustizia, ma questa è un’altra storia) del calcioscommesse furono creduti per la combine di un pareggio non verificatosi e non creduti per altri risultati poi effettivamente verificatisi, come il pari di Bologna-Juventus che per qualche settimana, fino alla clamorosa ritrattazione di Chiodi, fece ipotizzare una Juventus in B insieme a Milan e Lazio. Nei decenni seguenti Savoldi avrebbe sempre negato la combine, diversamente da Petrini, la cui spiegazione dell’accaduto rimane la più credibile: non tutti i calciatori erano a conoscenza del tarocco, perché chi l’aveva organizzato voleva dividere i soldi fra pochi compagni. Cosa è cambiato quasi mezzo secolo dopo? Che vengono scoperti solo i più stupidi. In definitiva Savoldi finì in mezzo a una partita truccata o per colpa sua, come da sentenze sportive, o per aver fatto finta di niente: questa in fondo è anche la versione di Petrini, che dopo il gol lo maledì.
stefano@indiscreto.net



ahhhh quel bologna juve 1-1...
Direttore grazie, avevo "chiamato" un suo editoriale su Beppe pochi minuti fa! Due domande: non era un giocatore "da Inter" o "da Milan" nei suoi anni migliori o semplicemente il Bologna non lo voleva mollare? E quanto ha inciso giocare nel Bologna nel suo scarsissimo impiego in azzurro?