Giro d'Italia per vecchi
Nel disinteresse generale, fatta ovviamente eccezione per i media di Cairo e della RAI che lo trasmette, è iniziato il Giro d’Italia e tutti lo amiamo anche se personalmente non lo seguiamo con passione da più di vent’anni, da bravi canottierati pro-Pantani. Per deformazione professionale abbiamo subito notato la differenza fra i mille editoriali contro Milan-Como a Perth, la mercificazione del calcio, eccetera, e la corsa più amata dagli italiani che inizia in Bulgaria, così come in passato era iniziata in Grecia, Belgio, Israele, Francia, eccetera.
Detto che in mezzo a mille altre cose, Musetti in testa, abbiamo appena visto Magnier battere Milan in una bellissima volata, andiamo sulla solita domanda, solita perché in ogni sport siamo più interessati al pubblico che agli atleti: chi guarda oggi il Giro d’Italia? La risposta è semplice: i vecchi. Secondo l’Auditel l’età media del telespettatore italiano del Giro è stata di 68 anni, ben 9 di più di quella del telespettatore francese del Tour (che nel 2025 ha avuto una share record nella fascia 15-34 anni). È ovvio che di pomeriggio, soprattutto nell’Italia di oggi con le scuole da cui spesso si esce a metà pomeriggio mentre ai nostri tempi, essendo le lezioni spalmate su sei giorni e non su cinque, alle due eri sempre a casa per Deejay Television e tutto il resto, davanti al video per il Giro ci siano soprattutto vecchi, ma questo non toglie che sempre meno persone in Italia siano interessate alle gesta di quelli che Aldo Giordani definiva ‘sfregaselle’.
Un fenomeno che avviene proprio in anni in cui il ciclismo praticato sta godendo in Italia di buonissima salure, con 5 milioni di praticanti totali mettendo dentro chiunque e 2,3 milioni di quelli che l’ISTAT definisce ‘praticanti strutturati’. Poi i tesserati agonisti sono relativamente pochi, sui 65.000, di cui oltre il 70% master, ma questo non toglie che fra praticanti e gente comunque affezionata al ciclismo per tradizione italiana i numeri dovrebbero essere ben diversi. Classico caso in cui un Sinner cambierebbe tutto, anche in un’Italia diversa, dal 2021 senza quelli che oggi si chiamano World Teams e senza quei mitologici patron che un po’ del loro nero lo riversavano nel ciclismo.
stefano@indiscreto.net


I miei vecchi non si perdono un chilometro. Io lo guardavo da ragazzo facendo finita di fare i compiti. Sempre meglio che studiare.
Quest'anno poi arriva meno di un chilometro da casa mia la crono individuale, con relativa chiusura delle scuole per 2 giorni e altrettanto relative asfaltature improvvise.
Banana's Repubilc is here.
“chi guarda oggi il Giro d’Italia? La risposta è semplice: i vecchi”
I vecchi guardano il Tour. Il Giro quelli che hanno già un piede nella fossa…
“alle due eri sempre a casa per Deejay Television e tutto il resto”
Tornassero a casa anche a mezzogiorno, dubito che i giovani oggi guarderebbero il Giro (e nemmeno Deejay Television). Per loro (e non solo) esiste solo la rete
“Un fenomeno che avviene proprio in anni in cui il ciclismo praticato sta godendo in Italia di buonissima salute”
La maggioranza di chi lo pratica IMHO non lo fa per passione per lo sport ciclistico (anche se magari poi può nascere) ma perché è un’attività meno noiosa di altre per mantenersi in forma.
“Classico caso in cui un Sinner cambierebbe tutto”
Assolutamente sì.
Però bisogna ricordare che se Pogacar per poco non è italiano, Sinner per pochissimo non è austriaco. Non si può avere tutto…