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Avatar di Pippo

Direttore c'era davvero qualcosa di eroico nel ruolo di libero, cioè l'essere (più spesso, il sentirsi) l'ultimo giocatore prima del portiere, o, meglio, il baluardo finale prima dello sfondamento avversario: chiudere in extremis l'attaccante che volava verso la porta era un gesto che trasmetteva a chi lo compiva (ma anche a chi gli stava vicino in campo o lo guardava dagli spalti) una adrenalina simile a quella provocata ad una punta dallo scaravantare la palla in rete o ad un portiere dal prendere miracolosamente il tiro ravviconato del bomber che già stava esultando per il gol. La grandezza di questi giocatori (nello specifico, di Baresi) era che non ti davano mai l'impressione di sentirsi eroi: per loro scippare il pallone al 9 che stava per calciare in porta solo davanti al portiere era una normale giornata in ufficio. Mentre tu (compagno, spettatore) sussultavi come potevano fare solo quelli che assistevano a gesto eroico.

Avatar di Axel Shut

un paio d'anni dopo quella stagione di Bergomi all'Inter arrivò Laurent Blanc che, pur a fine carriera, fece vedere sprazzi di quello che erano stati i liberi (ricordo un gol contro il Napoli dove scarta il portiere con un tocco di esterno)

di quelli arrivati dopo, Chivu purtroppo per lui era nato con 20 anni di ritardo

qualcosina resisteva anche in Germania, almeno fino a fine anni Novanta con i Matthaus e i Sammer

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