Febbre a Novanta
di Oscar Eleni - La settimana di Guduric, Bodiroga, Andolfo, Battocletti, Chapman, Ivanovic, Sardara, Goggia, Nikolic, Galbiati, Tonut e Gattuso
Oscar Eleni, prigioniero sulla roccia dell’orso in Gallura, alla ricerca di un passaggio per arrivare a Milano, in via Caltanissetta cercando di scoprire se Giulio Iellini o altri reduci degli anni d’oro dell’Olimpia novantenne troveranno FURBUT, il magnifico randagio che faceva impazzire Pino BRUMATTI. Bello accarezzare i muri della palazzina Liberty governata un tempo da BASILIO ANDOLFO, che aveva ereditato le chiavi dal CASATI principe nella sede di corso Ventidue Marzo, sentire ancora TONY CAPPELLARI discutere con BRUNA HEIDEMPERGER per governare al meglio il “collegio”, la casa della gloria e dei sogni. Pensieri di vagabondi senza meta, senza gambe per arrivare dove gli altri hanno festeggiato, anche se avremmo davvero pagato per abbracciare campioni che hanno fatto la storia del nostro basket, allenatori che, partendo da TANJEVIC, per finire a PETERSON, il nostro caro nano ghiacciato che ogni mattina all’alba ci fa sapere di aver preso a calci l’età, anche se gli piace che tutti si ricordino la data di nascita, il 1936, la stessa dell’Olimpia, hanno interpretato bene il testamento lasciato da RUBINI e GAMBA, leggendo ogni pagina della storia iniziata con ADOLFO BOGONCELLI, abbracciando GIORGIO ARMANIe i GABETTI, ricordando che STEFANEL trasferì da Trieste la squadra che riportò lo scudetto nella MILANO abbandonata.
Bello potersi distrarre in un altro lunedì nero dove i signori delle bombe brindano quando muore chi non la pensava come loro, in giornate dove si beatificano i mostri e si calpestano gli eroi della dura vita giornaliera. Per fortuna abbiamo campioni nello sport che regalano trionfi anche a chi non se lo merita come direbbero quelli dell’atletica che pagherebbero per avere un impianto indoor come quello dei polacchi a TORUN dove, per incanto, siamo arrivati anche molto in alto nel medagliere, grazie a tre ori e due argenti, anche se il colore e le origini dei campioni che ci hanno portato sul podio disturberanno chi ancora vede il mondo dietro la siepe delle frontiere facendo fatica ad applaudire persino SINNER che, forse, , non può parlare lo stesso italiano dei separatisti ignoti.
Eh sì, le medaglie a casa di Copernico non esalteranno chi se la prendeva con EGONU e SYLLA nei giorni dei trionfi con la pallavolo perchè DIAZ lo abbiamo adottato quando se ne è andato da CUBA, come tanti lasciati senza luce che oggi gareggiano per nazioni diverse da quella dove sono nati. Certo storceranno il nasino anche per il super oro dell’architetta trentina Nadia BATTOCLETTI che alla fine della sua fatica sui 3000 ha confessato di aver comunque recuperato le forze anche dopo aver rispettato il Ramadan, come sua madre, ex ottocentista marocchina sposata con GIULIANO, bel corridore del gruppo magico di RONDELLI, oggi eccellente allenatore non soltanto della figlia campionessa.
Cosa diranno per l’oro di ZAYNAB DOSSO nata a Rubiera, origini ivoriane e lampo sui 60 metri. Per gli argenti di due giovani fenomeni come LARISSA IAPICHINO e MATTIA FURLANI nel salto in lungo invitiamo i fanatici ad andare a Firenze o Roma per capire chi sono davvero i talenti che all’Italia hanno già dato medaglie e primati. Atletica che prende il testimone dallo sci dove non si finisce più di brindare perché la super VITTOZZI regina del biathlon ha fatto impazzire persino i norvegesi, perché Sofia GOGGIA ci ha regalato le sue lacrime alzando la supercoppa in Super-G, festeggiando con PARIS e la PIROVANO padrona delle piste dove si rischia tutto in discesa libera.
Chissà se meritiamo davvero tutto questo, ma, per la verità non meriteremmo neppure di essere guidati da certa gente, da quelli che facilitano il lavoro dei comici, dai troppi che straparlano e giurano di andare in guerra perché il loro Dio lo vuole, anche se non sembra lo stesso di chi viene bombardato e ucciso, partito da casa, magari, perché gli avevano garantito che il suo protettore lo avrebbe portato al successo.
In questa bufera, starnutendo alla primavera che già fa impazzire il basket statunitense nella bella battaglia universitaria, planiamo sul campionato nazionale di palla al cesto facendo finta di non aver letto come ci hanno trattato in Europa dove l’Armani, come troppe altre volte ha rovinato il finale di belle partite anche sul campo del FENERBAHCE, privo dei “nostri“ MELLI e HALL, pur avendo avuto in regalo il GUDURIC campione. Sulla VIRTUS OLIDATA, castigata in Bulgaria dall’ HAPOEL TEL AVIV che ha ripreso a volare anche se in esilio, aspettiamo che Dusko IVANOVIC chiuda la fortezza dopo aver scoperto a REGGIO EMILIA che questa VIRTUS ammaccata, stanca, non riesce più ad essere squadra. La settimana sarà durissima per Milano che andrà prima a Monte Carlo e poi spera di poter avere proprio dai campioni d’Italia l’aiutino per poter giocare nei play-in.
Lasciamo perdere, nella speranza che BANCHI abbia trovato gente per la NAZIONALE, anche se siamo nella settimana dove il calcio finge di essere tutto con GATTUSO pronto a bastonarlo come sta succedendo a GASPERINI e SPALLETTI che sono maestri soltanto a giorni alterni, come del resto CHIVU o ITALIANO, per non parlare di SARRI o magari ALLEGRI e CONTE che tornano nella battaglia scudetto. Speriamo soltanto che gli irlandesi del Nord abbiamo speso tutte le energie per San PATRIZIO e AZZURRA pedatoria si faccia ispirare da BRIGNONE, BEZZECCHI e ANTONELLI.
Avanti con le pagelle del basket che a Milano ha visto tutti i dirigenti che contano per costruire la nuova stagione europea, nella speranza che si possa dare ragione a chi crede ancora nell’EUROLEGA senza troppe contaminazioni NBA.
10 A SARDARA e alla DINAMO SASSARI e alla stessa FEDERAZIONE per aver concesso a MILANO e all’OLIMPIA di festeggiare i 90 anni nel lungo “ riposo fra secondo e terso tempo in una delicata partita del campionato.
9 Ai “GRANDI” dell’Olimpia anche se alla festa non potevano esserci tutti. Ma, per fortuna, a ricordarci il caro Nane VIANELLO appena scomparso ha pensato Paolo VITTORI, che così come GAMBA avrebbe davvero voluto al suo fianco PIERI e RIMINUCCI.
8 A REGGIO EMILIA per l’impresa di giornata perché battere così nettamente la VIRTUS, certo molto malandata, è pur sempre un‘impresa per la squadra che non tante settimane fa veniva tanto criticata come il suo bravo allenatore.
7 Al CHAPMAN che rende meravigliosa la stagione del FIORETTI finalmente capo allenatore, di questa TORTONA che nel giardino di casa si diverte davvero.
6 Alla REYER che sembra aver ritrovato anche NIKOLIC ed è pronta a disturbare la volata dove BRESCIA sogna di prendere il primo posto alla VIRTUS se a BOLOGNA non lasceranno in pace allenatore e squadra.
5 A GALBIATI, genio della lampada con VITORIA in coppa del re, e all’esonerato TABELLINI che ha sofferto tanto con la squadra di PARIGI.
4 A NAPOLI se adesso la smetteranno di rompere tutto quello che sta costruendo a fatica uno come MAGRO. Intanto asfaltare VARESE vuol dire già tanto.
3 A TRENTO dove in troppi hanno perso la testa dopo una stagione che stava andando benissimo e sarebbe andata meglio senza esagerare con troppe partite.
2 A MANNION e TONUT perché dovrebbero giocare sempre come hanno fatto così bene contro SASSARI. Dipende da loro avere minuti e tempo importante sul campo.
1 A TREVISO se dovessero perdere la speranza anche adesso che la speranza di salvezza sembra più concreta. Pensare al domani comunque vada.
0 A BODIROGA che avremmo abbracciato volentieri come il suo mentore TANJEVIC se non manterrà la promessa fatta alla festa OLIMPIA ad Assago quando ci ha rassicurato sull’EUROLEGA forte abbastanza per proteggersi dalla colonizzazione NBA.
Oscar Eleni
