Pochi personaggi televisivi sono esentati dalle critiche, o perché troppo potenti o perché inseriti nel giro giusto. Oppure, azzardiamo, perché il giornalista medio con la logica del ‘non si sa mai’ si aspetta sempre un invito, una citazione. una proposta di lavoro, anche soltanto un cenno di benevolenza da parte del collega famoso o un cinque alto dal personaggio pop. Del primo gruppo di esenti da critiche, genere Maria De Filippi, fanno ovviamente parte in pochi, mentre i componenti del secondo sono tanti e fra questi ci ha spesso colpito la figura di Francesca Fagnani.
Ne scriviamo un po’ per le polemiche generate dall’intervista a Roberto Savi nello spin-off Belve Crime e molto perché nei giorni scorsi per pura servitù della gleba ci siamo inflitti tramite RaiPlay due delle interviste della nuova stagione di Belve propriamente detto, a Brigitte Nielsen e a Micaela Ramazzotti, i due personaggi secondo noi più interessanti fra quelli finora invitati. Ecco, nonostante le due intervistate avessero molto da dire e qualcosa abbiano anche detto (confermando la nostra fissazione che le interviste vadano pagate, a meno che siano uno scambio alla pari), non soltanto su Stallone e Virzì, le domande della Fagnani sono rimaste quelle di sempre, molto sotto al livello di un Marzullo e senza nemmeno il candore-stupore di un Gazzoli.
Che belva si sente? Mi dica un suo pregio… Mi dica un suo difetto vero. Lei è più in credito o in debito con la vita? Lei ha più ammiratori o detrattori? Mi dica una bella belvata di cui si pente… Qual è la cosa di cui si vergogna di più? Potremmo andare avanti a lungo con questa specie di messa cantata di domande standard, con risposte quindi preparate da ufficio stampa (ma qualcuno le sbaglia lo stesso e se la prende anche, tipo la Brignone) e recitate male in stile donna assertiva, domande a cui di recente si è aggiunta forse su ispirazione di Corona quella sul fare o meno parte del cosiddetto circolino, o circoletto.
Circoletto che nel cinema è quel mondo romano o romanocentrico fatto di 5 produttori, 10 registi e 20 attori, sempre gli stessi, ma che nel giornalismo è in realtà molto più forte perché il giornalista giudica, o per lo meno racconta, il lavoro degli altri, influenzando carriere più di quanto possano farlo Mastandrea o Elio Germano. Qualcuno di importante, quindi non Indiscreto, ha mai preso in giro i terrificanti romanzi di Veltroni o anche soltanto la sua ridicola intervista a Claude?
Il circoletto giornalistico è quello di cui la Fagnani fa parte, non soltanto come compagna di Mentana (il che per interposto Cairo significa non essere sbranata da Aldo Grasso, già un buon inizio), è in realtà un circolone. Chi non ha un libro da presentare, magari scritto proprio da Claude, o un’iniziativa da promuovere? Detto che è in Belve Crime che nella Fagnani si vede vera passione (senza senso le polemiche su Savi, come se fosse il primo criminale a rilasciare un’intervista), il Belve pop è diventato una vera trasmissione da circoletto, fingendo oltretutto di prenderne le distanze, una trasmissione fastidiosa quasi quanto il suo montaggio epilettico, con tagli fatti usando il machete. Anche se è una delle poche della RAI che ogni tanto faccia notizia. Perché i comunicati degli uffici stampa sono sempre uguali, ma sta al circoletto riprenderli o meno.
stefano@indiscreto.net



Non finirò mai di citarli e ricitarli. Come dicevano saggiamente i Metallica nel 1983, ammazziamoli tutti.
Perfetto come sempre. Da ovazione. Mi dispiace solo per il grande pubblico che pensa che chi fa certe cose e ha certe ribalte sia più bravo e non semplicemente più intrallazzato di altri. Una truffa costante, ma giudicando anche da recenti scambi di messaggi con alcune persone fuori dal mondo giornalistico molte di loro si meritano, semplicemente, di essere prese in giro dal Sistema, dal Circoletto o dal Circolone.
A proposito di amici degli amici e del chiagni e fotti di una certa parte di mondo, l'altro giorno facendo ricerche per la newsletter ho scoperto un film del 2001, diretto da uno dei soliti, che ebbe queste caratteristiche: 'ottenne un finanziamento pubblico di 4 miliardi e 510 milioni di lire (circa 2.329.000 euro) e incassò 87 milioni di lire, pari a circa 44.964 euro'. Avanti pure.