Eurolega come il Venezuela
di OscarEleni - La settimana di Bodiroga, Allegri, Antropova, Blasone, Peterson, Antonini, Poeta, Mrsic, Moore, Ferrari e Calzavara
Oscar Eleni sulla nave del dottor Dolittle, il medico che parlava agli animali, non quello che bombardava Tokyo, il maestro a cavallo di uno struzzo partito alla ricerca dell’albero che ridona la vita e sapeva capire le congiure a palazzo meglio di chi non ci sa spiegare i misteri del grande sport professionistico italiano impoverito.
Noi, nel nostro piccolo, ci acconteremmo di trovare una pianta per ridare vita al basket italiano, al calcio italiano, all’Eurolega che la NBA vorrebbe trattare come il Venezuela, senza la fatica di dover arrestare Bodiroga e quelli che non si sono accorti di questa invasione, gli stessi che fingono di non capire perché fra le 12 città scelte dagli alleati della FIBA ci sarà sicuramente Roma e non Belgrado, pazienza se nella capitale il meglio del basket al momento lo troviamo nelle serie minori mentre nella capitale dei serbi fanno quasi ventimila spettatori a partita, anche se il Partizan va maluccio e la Stella Rossa si sta riprendendo soltanto adesso dalle rivoluzioni interne.
In attesa di capire se il Napoli riuscirà a battere ancora una volta le milanesi che al momento sembrano le uniche rivali anche se il corto muso di Allegri piace meno dell’Inter di Chivu, cercando di capire come gli invidiosi riusciranno a tormentare le nostre grandi sciatrici, fingendo che nel settore maschile tutto vada bene, un po’come i lavori non ultimati per il giubileo romano, tremando per la pallavolo adesso che tutti la benedicono, ma intanto aspettano di capire come attaccare Velasco e De Giorgi, come tormentare le nostre stelle, mentre la Turchia si prende anche la micidiale Ekaterina Antropova dopo Orro e Sylla.
Ma torniamo nel giardino del nostro basket in lutto per la morte di Mario Blasone, allenatore che sapeva educare e trovare giovani talenti, poliglotta che dal Friuli all’Egitto ha lasciato davvero un segno, ottantacinquenne che fino in fondo ha saputo battersi col male e con la noia, che ha lavorato per la base e per i campioni, indicando una strada che al momento si segue poco e infatti i nostri migliori cercano luce altrove e non soltanto negli Stati Uniti.
Peccato non averlo con noi in giorni per feste comandate anche sotto canestro perché venerdì 9 gennaio compirà 90 anni Dan Peterson, il genio di Evanston che ha cambiato il mondo dei canestri nella Bologna virtussina dell’avvocato Porelli e nella Milano dell’Olimpia che Bogoncelli si inventò nello stesso giorno del 1936.
Brindiamo a questa giornata speciale, fingendo di non vedere cosa sta accadendo nel massimo campionato che fra una settimana conoscerà le otto finaliste per la coppa Italia di Torino, ma non è certo di sapere se questa annata balorda finirà con il totale disastro per quello che sta accadendo a Trapani dove il presidente Antonini ha deciso di continuare con i pochi giocatori rimasti anche se in questa domenica ha preferito non mandare la sua squadra sul campo della Virtus che intanto si prende il primo posto in classifica perché Brescia, senza due pilastri come Della Valle e Ndour, ha perso sul campo di Sassari dopo un supplementare, dopo una bellissima battaglia, fortunatamente ben commentata in diretta SKY, proprio per l’annullamento della partita alla Fiera bolognese.
Caos non tanto calmo perché l’uomo che ha in mano il basket e il calcio di Trapani minaccia tutti, mentre aumentano i suoi debiti per le multe federali, e la classifica peggiora con altri punti di penalizzazione dopo i cinque d’inizio anno, mentre i giocatori sono in fuga, imitando Repesa ed Alibegovic, i primi a lasciare la nave trovata piena di falle fiscali dagli ispettori federali. Antonini adesso dice che andrà avanti e scenderà in campo contro Trento sabato prossimo, sicuro che i suoi avvocati riusciranno a fargli restituire punti e soldi.
Difficile capire come faranno, quali strade potranno percorrere, mentre sembra quasi certa la radiazione lasciando una sola retrocessione per questo campionato che ha scelto la prima domenica dell’anno per stupirci con qualche bella impresa, anche se la più bella la stava facendo la neopromossa Udine bruciata a 2 secondi dal gong nella Milano che stava vivendo la settimana della disperazione, come se davvero potesse bastare il sorriso per far diventare squadra vera un gruppo costruito male, senza un regista di qualità, con campioni usurati che hanno passato più tempo nell’infermeria che in palestra, un gruppo che adesso non riesce più neanche a difendere, continuando ad attaccare alla viva il parroco.
Andiamo alle pagelle per non bere altri veleni.
I10 A PETERSON che anche a novant’anni riesce a stupirci per come sa ancora raccontare belle storie, per come sa spiegare il suo basket, felici che dopo il Cile abbia scelto l’Italia per vivere, insegnare, vincere, perdere, sempre con classe, anche quando litigava con Bianchini. Un gigante, davvero il numero uno come ci ha fatto rivivere ZAPELLONI sul FOGLIO.
9 All’OLIMPIA che compirà novant’anni proprio il giorno in cui è nato l’uomo che dopo Bologna ha rivoluzionato la vita del basket anche a Milano, nella speranza che POETA trovi una strada per dare almeno un attacco decente a giocatori che in difesa, ormai, prendono soltanto farfalle.
8 A MRSIC e CANCELLIERI per le imprese di SASSARI, che ha saputo colpire una Brescia bella almeno fino al supplementare, e TRENTO che pur appesantita dalle fatiche di coppa, dalla contestazione dei soliti che sparano sull’allenatore ,anche se suona bene il piano, ha capito il messaggio di una bella società con il parziale di 23 a 6 che ha denudato Trieste.
7 A VARESE per aver ritrovato la strada dopo una dura battaglia contro NAPOLI. Con la copia MOORE-STEWART forse andrà davvero alle finali di coppa Italia dopo aver sofferto nella zonabuia, posto che la sua storia merita e che la coppia SCOLA-BULGHERONI saprà difendere anche in povertà.
6 Un nove rovesciato per CALZAVARA e MIRZA ALIBEGOVIC che con UDINE stavano per giocare un brutto scherzo all’ARMANI che in 2 secondi ha nascosto una crisi iniziata in Eurolega sul campo della VIRTUS che intanto aggiunge alla sua bella gioventù quella del FERRARI svezzato così bene da PILLASTRINI a CIVIDALE.
5 A CREMONA, finalmente tornata alla vittoria, se dovesse scoprire di essersi svegliata troppo tardi, anche se BROTTO ha lavorato sempre bene.
4 A CANTÙ che non riesce ad uscire dal pantano dove è finita scoprendo debolezze strutturali che rendono difficile la vita ad una neopromossa. Dicono che BRIENZA pagherebbe per tutti. Una tristezza.
3 A TRIESTE che si è dissolta nell’ultimo quarto a TRENTO dopo aver dominato i primi due tempi con margini di 9 e 11 punti, pareggiando quasi il terzo tempo. Misteri difficili da spiegare, senza per questo togliere nulla a quelli che hanno rimontato.
2 Alla NOSTRA PAZZA IDEA che i giocatori di scuola italiana siano trattati peggio rispetto a giocatori strapagati che arrivano da lontano. Sui blocchi in movimento, sui contrasti difensivi i nostri arbitri ad esempio vedono sempre il peccato dei RICCi, dei LIBRIZZI, dei CANDI e mai degli altri anche se magari si tuffano fingendo di essere stati abbattuti più duramente dei calciatori ballerini.
1 A REGGIO EMILIA che sbaglia ancora partita facendosi rimontare da CREMONA in una battaglia dove i tiratori sparavano alla luna. Peccati di società, peccati di gruppo, peccati per cui dovrbebero pagare in tanti.
0 A TRAPANI, ma anche alla FEDERAZIONE, se non chiariranno tutto in questa settimana. Come può ANTONINI dire che la sua società è in regola se gli ispettori federali hanno trovato tante manchevolezze, se il suo allenatore gli ha detto grazie , scusi me ne vado, e AMAR ALIBEGOVIC se ne è andato a GRANADA dove ha esordito con 17 punti anche se non ha impedito l’ennesima sconfitta nel campionato spagnolo della sua nuova società?
Oscar Eleni


Troppo facile parlare ora di Trapani. Era scontato finisse cosi. Invece per 2 anni si è parlato di favola. Il giornalismo italiano dovrebbe vergognarsi