Numero di Slam saltati da Sinner da quando è diventato Sinner, cioè dal 2019? Zero. Gli US Open 2026 sono il primo grande torneo a cui il numero 1 del mondo rinuncia in carriera ed è anche per questo che il forfait fa notizia, dopo un post Wimbledon stranissimo che va al di là del ginocchio destro dolorante e dei pellegrinaggi al JMedical. Sinner non si riteneva in condizioni ottimali, ma guardando i brevi video degli allenamenti non sembrava stare peggio di un Alcaraz fermo da Barcellona e che agli US Open proverà a tornare, come annunciato da lui stesso insieme, senza un vero perché, a Fabrizio ‘Here we go’ Romano.
Sinner fa secondo noi bene a non entrare nel dettaglio dei suoi problemi, tanto i complottisti del genere silent ban vedranno in ogni caso un complotto e agli altri c’è poco da dire: solo un pazzo rinuncerebbe, per un dolorino di poco conto, a un torneo come gli US Open in cui sarebbe stato il grandissimo favorito contro Alcaraz con il punto interrogativo, Zverev appagato, Djokovic sempre più vecchio, i vari perdenti di successo, eccetera. Dei primi 32 ATP solo Sinner e Davidovich Fokina, che ha un problema alla schiena, salteranno il singolare a Flushing Meadows. In altre parole, nessun tennista salta uno Slam per un dolorino, ci vuole qualcosa di più. Una cattiva notizia per Sky, che su Sinner ha impostato una specie di culto della personalità, più che per Supertennis a cui basta che almeno un italiano arrivi alla seconda settimana, il sogno di tempi vicini e lontanissimi.
In questo 2026 Sinner ha giocato 49 partite, esattamente come Auger Aliassime, De Minaur e Cobolli, ovviamente più del doppio rispetto ad Alcaraz (23) e Djokovic (21), poco più di Shelton (47), Medvedev e Fritz (45), e meno delle 59 partite di Zverev. È quindi infondata la teoria del Sinner che gioca molto più degli altri, anzi in genere sta in campo molto meno vista la sua superiorità media. Magari ha soltanto meno fuoco dentro, come a tanti numeri 1 ATP proprio intorno ai 25 anni è capitato: Borg, McEnroe, Wilander, Becker, Edberg, Courier. Forse è il caso di Sinner, che non vuole rischiare il resto della carriera per un problema ancora da definire ma certo serio, non un dolorino, forse è il caso anche di Alcaraz. Non è mai stato il caso di Federer, che oltre a tutto il resto era un gladiatore (primo Slam saltato a 34 anni), e di Djokovic (prima assenza per infortunio a 30 anni), mentre dal punto di vista medico Sinner e Alcaraz potrebbero essere incamminati sulla strada, pur gloriosa, di Nadal.
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