Della Valle in Nazionale
di Oscar Eleni - La settimana di Alibegovic, Vertemati, Sambugaro. Procida, Audero, Bayehe, Banchi, Suigo, Scariolo, Meazza, Edwards, Springsteen, Spalletti, Spissu, Spagnolo e Bragaglio
Oscar Eleni alla ricerca del copione che ha guidato Francesca COMENCINI per costruire un bel film come Amori che non sanno stare al mondo. Rifugio per la mente, turbamento per il cuore in giornate balorde come direbbero i brasiliani scesi in strada per proteggere i cani randagi trattati davvero male. Per fortuna niente martelli, niente pietre, gli attrezzi dei finti rivoluzionari che offrono la palla gol a chi vorrebbe proibire qualsiasi marcia di protesta. Diciamo che sono in tanti al mondo a lavorare per far vincere chi non vede l’ora di toglierti la parola e trattarti come hanno fatto i venezuelani con il nostro Trentini.
Per dimenticare i morti veri di Gaza, dell’Ucraina, di mezzo mondo in guerra, ci vendono al chilo le nefandezze di casa Epstein dove c’erano proprio tutti in quelle orge presidenziali e regali, un mare largo di tossicità dove, naturalmente i registi stavano nell’ombra e adesso nelle tante pagine si scopre che c’erano anche i russi, Putin in testa, il KGB come supporto, mentre la CIA registrava.
Un pantano che non poteva non attirare anche chi cerca nello sport uno svago tossico e speriamo che le Olimpiadi fra Milano e Cortina non ispirino qualche cialtrone a sparare petardi nel cielo come quel tipaccio in curva interista che a Cremona ha cercato di stordire il portiere AUDERO con un petardo, facendosene scoppiare un altro nelle mani lasciando tre dita alla passione tossica che costerà anche molto se davvero scatterà la chiusura della curva neroazzurra a San Siro. Lode ad Audero che si è rialzato ed è tornato a giocare. Altri, i veri nemici degli arbitri, quelli che si rotolano fingendo di essere stati colpiti a morte, sarebbero andati in spogliatoi e bersi una birra.
Notte bianca davanti al vecchio monumento dedicato a Pepin MEAZZA, che non piace a Milan e Inter e sarà presto demolito, sperando che rimanga un grande ricordo per tutto il bel calcio che ha ospitato, cercando biglietti per la cerimonia d’apertura dell’olimpiade invernale che sarà vista da oltre un miliardo di telespettatori nel mondo. Speriamo vada tutto bene e non ci sia bisogno di aprire il consolato americano per far uscire la sicurezza su ghiaccio degli americani. Purtroppo anche in questo caso ci saranno in giro quelli che sanno passare la palla e chi ama reprimere, anche se a Minneapolis la provocazione non serviva: se filmavi, se eri un bambino in fuga, se guardavi storto, non avevi scampo come ha detto il boss SPRINGSTEEN nel concerto a canali unificati che si è sentito fino nelle stanze del padrone di oggi, l’uomo che ai suoi alleati chiede molto spesso un bacino sulle chiappe.
Milano elettrizzata dall’Olimpiade invernale, anche se nei quartieri dello spaccio si stanno organizzando per una cerimonia di benvenuto ai tantissimi turisti, pronti alla guerra per la polvere bianca al posto delle neve che non arriva nella grande città che nei suoi cinque cerchi troverà soltanto pattinatori fra Assago e Santa Giulia. Una scusa buona per non lasciare due stipendi nel fine settimana sotto il Duomo e puntare magari verso Cortina, Anterselva, la Val di Fiemme e la Valtellina dove il pacchetto per i visitatori prevede baci, abbracci, a patto che lascino sul tavolo molti euro. Tutto in vendita, dalle fiaccole alle divise dei tedofori, dai sentimenti alla medaglie fasulle in palio per i nuovi rapinatori di città, quelli che con il telefonino.
Aspettando tanti capi di stato e teste coronate siamo andati anche alla scoperta del basket che prova a difendersi dalla colonizzazione NBA nei giorni in cui i danni dell’Eurolega sembrano più evidenti come fanno sapere in Italia, Spagna, Serbia, Francia e Germania. Tutte le squadre spremute dal calendario che arricchisce soprattutto i venditori di antidolorifici, affollando le infermerie come urlano anche quelli del calcio cominciando da Antonio Conte in fibrillazione se gli dicono, come ha fatto SPALLETTI, che ormai è un ex campione d’Italia.
Scaramucce per far dimenticare tutto il resto. Scuse buone per giustificare i flop cestistici, ad esempio, delle regine italiane Armani e Olidata Virtus, le sconfitte delle spagnole a parte il Real Madrid che, intanto rilancia il PROCIDA che sembrava perduto alla corte di Sergio SCARIOLO. Campionato dove altri italiani, anche se non vincenti, si sono messi in luce come SPAGNOLO, anche se il Baskonia in arrivo a Milano ha pagato a TENERIFE la fatica per la rimonta sullo Zalgiris, o SPISSU che ha servito 11 assist anche se inutili per il suo SARAGOZZA. Ha pagato il conto di coppa anche la Stella Rossa, affondata da SUIGO, il 2 e 21 che dopo Milano è andato a studiare a Belgrado: 14 punti per il MEGA, 9 rimbalzi contro MOTJEJUNAS, uno che in Europa ha tanta esperienza.
Prima di passare alle pagelle cerchiamo di capire il malessere che ora tormenta l’Armani e che ha rovinato la festa VIRTUS dopo il doppio successo europeo. Rendendo onore a BRESCIA capolista solitaria e TRENTO meraviglia fra i credenti, diciamo che l’ARMANI nella fatica diventa ancora più noiosa e prevedibile nel suo gioco elementare senza mai un guizzo. Per la VIRTUS, invece, bisognerebbe cominciare a discutere sulla perdita dell’idea squadra, lasciando al singolo, magari calamita EDWARDS, quasi tutti i palloni. Aspettando di capire se sbagliamo andiamo ai voti.
10 Ad Amedeo DELLA VALLE per i 31 punti che hanno steso l’ARMANI e il Peppe POETA che certo non si aspettava questa bomba sotto la panchina dal matador che faceva grande la sua Brescia finalista scudetto l’anno scorso.
9 Al trio Lescano composto da VERTEMATI (Udine), COTELLI (Brescia), CANCELLIERI (Trento) che ha stupito tutti in questo ultimo turno di campionato vincendo in trasferta partite che valgono una medaglia e due punti pesanti in classifica.
8 Alla BRESCIA della signora BRAGAGLIO e del FERRARI dalle mani d’oro, per questo viaggio in testa alla classifica, un sogno per l’intera città depressa dal calcio retrocesso.
7 Al camerunense Jordan BAYEHE, 17 punti partendo dalla panchina, per il canestro decisivo che ha affondato i campioni della VIRTUS con i corsari di TRENTO.
6 A REGGIO EMILIA per aver ritrovato il filo rosso per uscire dalla trappola dell’unica retrocessione. Ci voleva per PRIFTIS e SAMBUGARO che aveva un compito difficile sostituendo COLDEBELLA.
5 A CREMONA nella giornata nera per calcio e basket, nella speranza che tutte e due queste belle realtà si rialzino subito e dimentichino sconfitte e petardi.
4 A Luca BANCHI se dovesse sentirsi preso in giro dai colleghi su tutti i campi dove prova a cercare giocatori di scuola italiana capaci anche di giocare oltre che sventolare asciugamani o segnalare alla gente eventuali canestri da tre punti, la rogna del basket moderno, la malattia del non gioco che ci fa preferire la pallavolo come vero sport di squadra.
3 Ad ARMANI e OLIDATA VIRTUS cadute in casa dopo una settimana europea che sembrava aver ridato luce al nostro basket, anche se la vittoria bolognese nella MONACO in fallimento resterà fra le imprese più belle della stagione per IVANOVIC che sfidava SPANOULIS e JAMES senza EDWARDS. Un messaggio porelliano dal cielo?
2 A VARESE per aver rovinato in casa, contro REGGIO EMILIA, la settimana meravigliosa iniziata battendo l’ARMANI al vecchio PALALIDO, ridando pensieri alla coppia benedetta SCOLA-BULGHERONI, peggiorando la salute del nostro caro ZANATTA.
1 Ad Amedeo DELLA VALLE uomo del giorno perché se continua a giocare così bene costringerà BANCHI a chiamarlo per la finestra di fine febbraio con la NAZIONALE che affronterà Turchia e Ungheria senza avere la garanzia che ci sarà anche dopo vista l’età e la concorrenza nel ruolo.
0 A Mirza ALIBEGOVIC, uomo della giornata insieme a DELLA VALLE, se dovesse rivolgersi ancora agli dei del basket per quel suo tiro da 3 che sembrava non bastasse come miracolo nelle partitone perse nei secondi finali a MILANO e BRESCIA. Vada avanti a credere in questa bella UDINE e in se stesso, vero protagonista con una neopromossa che merita fiori e abbracci come TORTONA, TRIESTE e, naturalmente, TRENTO.
Oscar Eleni

