Costruzione di Del Vecchio
Da qualche mese Leonardo Maria Del Vecchio sta cercando di convincerci, e anche di convincersi, di essere un grande imprenditore e non, come tutti pensano, uno che grazie a suo padre (anche se a tre anni e mezzo dal decesso l’eredità, 7 miliardi la sua parte, è tecnicamente ancora da asteriscare) possiede una fortuna e che può permettersi di spendere decine di milioni un po’ alla cazzo di cane fra ristoranti, film, stabilimenti balneari, acque minerali, fintech, blockchain e addirittura giornali. Perché l’editoria cartacea è quasi tutta in perdita, ma a chi non ha problemi finanziari serve per darsi un tono e uno strumento di pressione.
Per questo ieri sera a Otto e Mezzo Del Vecchio junior (definizione generica, perché il fondatore di figli ne ha avuti sei) è stato preso relativamente sul serio da una Lilli Gruber comunque dignitosa, anche nei momenti imbarazzanti in cui Del Vecchio parlava di ‘media company’ e di ‘responsabilità sociale’. Ridateci Lapo Elkann… Il gruppo EssilorLuxottica viaggia a un livello tale di non avere bisogno dei pompini dei giornalisti, per Del Vecchio l’editoria è quindi una questione più che altro personale. Non immaginiamo Del Vecchio appassionarsi alle cronache del Resto del Carlino, della Nazione o del Giorno, né al Giornale (di cui ha il 30%) e nemmeno alla televisione che ha ipotizzato di comprare, tanto meno della Repubblica che ha chiesto senza successo a John Elkann.
Ma al di là di questo, dalla Gruber non ha fatto una gran figura. Frasi fatte, difficoltà nel mettere in fila una decina di parole, concetti generici da comunicato stampa esposti con una timidezza esagerata. In questi casi, per evitare la critica al miliardario di turno (e anche editore, uno che in prospettiva ti può sempre offrire una marchetta), si scrive prudentemente che “È stato mal consigliato”. Certo avrà qualche addetto alla comunicazione, ma Del Vecchio ha trentun anni e un po’ di gente ne ha frequentata, non è che la Gruber l’abbia portato in studio di forza né tantomeno che Cairo lo abbia pagato per spiegare agli italiani di essere un “imprenditore autonomo, che si concentra sul fare”, che lavora “da quando ho 21 anni, iniziando in un negozio di occhiali”, con un progetto più chiaro delle sue idee politiche: “Voglio costruire una media company”. Personaggio in costruzione, per scatenare il culto da parte del pueblo ci vuole ancora molto.
stefano@indiscreto.net



'Mi piace' automatico anche solo per lo stomaco che hai avuto a guardare La7.
il Twiga cmq è pieno, e sta rubando un sacco di clientela ad Armani Privè, anche perchè, morto Armani, da Armani Privè hanno chiuso i cordoni della borsa.
Commento di un mio amico 25enne scoppiato che vive a Dubai sul Twiga: 1200 euro un tavolo per tre con due bottiglie, e c'erano tipe che non sembravano escort. A dubai avrei speso 5 volte tanto. ( mio pensiero, 1200 per tre cazzi con due bottiglie? alla faccia del club selettivo...)
Stendiamo un velo pietoso su tutto, cmq Armani Privè morto col proprietario...prima i PR venivano pagati 60 euro per essere presenti.