Chiusura con la Shiffrin
Lo sci è inserito nel megatrend che vuole le gare femminili collocate nelle posizioni più nobili. Senza contestazioni...
Con la vittoria nello slalom della sempre splendida Mikaela Shiffrin, che aveva sbagliato la combinata, si è chiuso lo sci alpino della nostra Olimpiade invernale e non è banale notarlo. Perché nel vecchio mondo il programma era quasi sempre chiuso da una gara maschile, di solito proprio lo slalom, mentre nelle precedenti due edizioni dei Giochi si era chiuso con la prova a squadre (nella sostanza una sfida di slalom parallelo con quattro per nazione), a questo giro abolita per rendere a squadre la combinata. Insomma, l’ultima edizione chiusa dallo slalom maschile è stata la cazzuta Sochi 2014, con la vittoria di Mario Matt. Il giorno prima la prova femminile era stata vinta proprio dalla diciannovenne Shiffrin…
Una politica, quella di chiudere con le gare femminili, adottata ormai anche dall’atletica: a Parigi l’ultima gara in pista è stata la 4x400 donne, e l’ultima di atletica in assoluto la maratona sempre femminile. La vecchia era si era chiusa a Tokyo, con la 4x400 maschile a chiudere la pista e la maratona maschile a chiudere tutto. E anche nel tennis ci sono richieste in questo senso, dimenticando un fatto inconfutabile: atletica e sci, ma anche il nuoto, hanno una probabilità di produrre personaggi maschili uguale a quella di produrne di femminili, diversamente dal tennis se non in epoche circoscritte. Senza contare i riscontri televisivi, al netto della bandiera che ci fa attendere la Brignone con più passione di Vinatzer.
Il discorso di fondo è chiaro: nell’immaginario collettivo e anche nella realtà la gara finale è quella considerata di maggiore prestigio, o comunque quella che lascia più emozioni e malinconia per la vita che se ne va. Mettere in questa posizione le donne ha un significato simbolico che va al di là della cavalleria, un significato che nessun uomo contesta o ha il coraggio di contestare, per non passare da retrogrado. Una specie di indennizzo, se vogliamo. A chiudere ogni discorso le staffette e le gare miste, il vero futuro degli sport individuali di prestazione. Difficile che il tennis, per gli interessi che muove, si adegui: non vediamo tutti questi organizzatori ansiosi di mettere il sabato la finale Sinner-Alcaraz. Tornando per un attimo allo sci alpino, la disciplina regina, a questo giro la scelta strampalata degli organizzatori è stata quella di farlo finire cinque giorni prima della fine dei Giochi, oltretutto di mercoledì: ma cosa vuol dire?
stefano@indiscreto.net



una spiegazione possibile di questa conclusione anticipata credo sia il fatto di avere un "cuscinetto" di sicurezza in caso di annullamenti per maltempo o (in teoria) scarsa neve...
Shiffrin tra i più forti degli sport invernali di tutti i tempi