Chi vota per Carraro
Nata come una provocazione delle federazioni più ricche, la candidatura del Poltronissimo a numero 1 del CONI è diventata molto forte...
Franco Carraro presidente del CONI, 47 (!!!) anni dopo la sua prima elezione a capo dello sport italiano, succedendo a Giulio Onesti, e a 38 dalle dimissioni per fare il ministro nel governo Goria. Questo sarebbe un post di attualità, ma sfidiamo anche molte persone informate a dirci qualcosa su Onesti e Goria senza ricorrere a Google. Già Carraro è più pop e conosciuto dai giovani, per le poltrone ma anche per certe sue clamorose dimissioni, tipo quelle per la valutazione di Paolo Rossi.
Il 26 giugno 81 votanti decideranno il nome del successore di Malagò e la candidatura dell’ottantaseienne Poltronissimo non soltanto sembra la meno peggio, onestamente anche a noi oltre che ai media che gli stanno tirando la volata come nemmeno il treno della Mercatone Uno, ma sta prendendo quota anche come possibilità di farcela. Anche perché molti dirigenti sono quelli dei suoi tempi, il linguaggio è comune.
Gli schieramenti sono noti, riferendoci ai tre candidati credibili sugli otto totali. Buonfiglio è sostenuto dal partito di Malagò, per quanto i disegni del vero Luca Covelli fossero altri: un altro mandato in proroga olimpica ottenuta in qualche modo, mettendo il faccione dietro al podio del curling, prima di passare la mano a una donna delle sue, la Bianchedi o la Pellegrini, visto che la Salis allevata con cura per anni è diventata sindaco di Genova una volta annusato il declino del suo mentore. Buonfiglio è un abile politicante, fra l’altro nel 2013 decisivo per l’elezione di Malagò visto che ruppe il fronte pro Pagnozzi senza un vero perché (come non c’era un perchè per votare Pagnozzi) , ma è mediaticamente impresentabile e rappresenta una federazione minore come quella della canoa/kayak.
Pancalli è sostenuto, in estrema sintesi, dal partito del CONI di governo e in particolare da Abodi, nemico giurato di Malagò, senza dimenticare Salvini (mentre la Meloni non è mai stata anti-Malagò ma nemmeno vuole mettere la faccia in queste beghe). E Carraro? Rappresenta il vecchio, anche perchè è vecchio, ma soprattutto le grandi federazioni, quelle che potrebbero vivere anche fuori dall’orbita CONI: dal tennis al nuoto alla pallacanestro, con il calcio alla finestra (Gravina si colloca a sinistra e potrebbe votare Buonfiglio). Nel calcio è stato il presidente FIGC nel periodo di Calciopoli, ma anche quello che ha puntato su Bearzot e Lippi c.t., senza dimenticare i successi con il Milan.
Ma chi vota? 48 presidenti di federazione, i 30 consiglieri nazionali del CONI e i tre membri italiani del CIO, quindi Malagò, la Pellegrini e Ivo Ferriani. 81 aventi diritto al voto, che non significano 81 votanti, stabiliscono in 41 il numero dei voti necessari per essere eletti al primo o al secondo scrutinio. Ma nell’eventuale terzo si andrebbe al ballottaggio fra i due candidati più votati ed è qui che Carraro potrebbe prevalere, venendo considerato il meno divisivo di tutti e anche quello con la scadenza già scritta nella carta di identità. Poi al di là dei discorsi in punta di diritto sarebbe bello sapere cosa ci sarebbe di eticamente diverso fra il quarto mandato di Carraro e il quarto di Malagò, che ha 20 anni meno di Carraro ma ultimamente sembra così invecchiato da averlo raggiunto.



Tra i tre sicuramente Pancalli sarebbe il meno peggio,(Bonfiglio rischia di pagare la fronda anti-Malagò) deve però essere eletto ai primi scrutini, la sola idea che una vecchia cariatide come Carraro possa candidarsi, fa capire lo sprofondo in cui è caduto il Coni.
Rimango dell'idea che ci vorrebbe un ex atleta, qualche nome di peso(la Bianchedi non la conosce nessuno).Magari la Pellegrini al prossimo giro ci fa un pensierino
Come avevo scritto un'altra volta: ma questi come hanno fatto ad entrare in questo mondo a 36 anni? Perché 50 anni fa l'Italia permetteva a quelli della mia età ad arrivare a cariche apicali e adesso invece sono "Crono che mangia i suoi figli per non essere spodestato"?