Brignone senza fragilità
La mentalità degli atleti, Malagò come Montezemolo e l'Italia che non capiamo
La cosa mediaticamente più bella dell’oro olimpico di Federica Brignone nel supergigante è che ha evitato l’elogio della fragilità, del ‘devo prendermi cura della mia salute mentale’. del ‘Mi sono divertita’ e del ‘Grazie lo stesso’. Temi che appassionano chi scopre lo sport soltanto alle Olimpiadi. E ideologia rifiutata da quasi tutti gli atleti, a partire dalla Vonn, che si è sfasciata senza fare la vittima, per arrivare alla Pirovano e alla Curtoni, ottime quinta e settima e palesemente deluse nonostante non fossero fra le favorite (anche se la Curtoni il colpo vincente ce l’ha avuto spesso in canna). A parità di passaporto la Brignone avrebbe avuto meno spazio del tristissimo Laegreid, di cui si è letto ovunque, in lacrime per essersi conto di avere sbagliato a tradire la fidanzata. In mancanza della donna che piange, ecco a voi l’uomo che piange.
Malagò come Montezemolo. Milano Cortina come Italia ‘90, anche se i vuoti sulle tribune sono meno imbarazzanti. I bollettini della vittoria sono uguali (un milione e mezzo di biglietti venduiti, eccetera), le ragioni sono un po’ diverse: ai nostri tempi le vagonate di biglietti che il LCDM di Vastano fece acquistare agli sponsor, qui l’overdose dei carissimi pacchetti hospitality, con biglietti già cari di loro. Basta guardare il pattinaggio al Forum: le parti con il pubblico vero, magari anche turistico ma turistico fai-da-te, sono pienissime, mentre quelle dove si vede meglio, in favore di telecamera, mettono un po’ di tristezza. Magari il mondo non è così pieno di gente che si emoziona per un imprecisato ‘aperitivo italiano’ e non sa prendere una metropolitana. Qualcuno dà la colpa anche agli acquisti corporate, che però nella vituperata America non producono questo effetto squallido.
Abbiamo perso il polso del paese, forse non l’abbiamo mai avuto anche se nella nostra famiglia più di qualcuno guarda la Ruota della Fortuna. Così non capiamo come possa una fiction di Canale 5, senza offesa mai sentita nominare ma almeno con il pregio di non essere turca, sia pure con protagonista la splendida Anna Valle, possa battere il pattinaggio olimpico (il più pop, la danza su ghiaccio, oltretutto con una coppia italiana fortissima come Guignard-Fabbri) e anche il Bologna-Lazio di Coppa Italia per canottierati: dati letti su Prima Comunicazione. Cosa si sono persi.
stefano@indiscreto.net



"Magari il mondo non è così pieno di gente che si emoziona per un imprecisato ‘aperitivo italiano’ e non sa prendere una metropolitana."
Aspetta il fuorisalone e vedrai che il mondo è pieno di gente che viene a Milano, solo che non ci viene a Febbraio per un appuntamento che appassiona solo gli over 50 ( e una turbo finocchia brasiliana 27enne che vive a Londra e che abbiamo conosciuto a Univrs e che ho visto alla cerimonia di inaugurazione ).
E in ogni caso mi viene da chiedermi chi ha mai pensato che per le olimpiadi invernali uno venga a Milano invece che, chessò, a Cortina. Ea quanto pare nessuno è andato neanche a Cortina, ma niente in un mondo in cui si pagano 200 euro per un concerto, la scusa per cui le tribune sono vuote è "I biglietti sono troppo cari", quando il problema è che l'evento non interessa. Certo, magari a ingresso gratuito lo riempi, ma i 5.7 miliardi di costi cmq non li recuperi.
Mi sto trasformando in un commentatore seriale, Stefano. Aiuto.
1) Sai bene che non sono certo un cuor di leone, visto che non so nemmeno farmi valere presso chi mi fa torti o non mi paga, ma la recente retorica sulla salute mentale è una delle cose più patetiche degli ultimi anni. Vedo anche colleghi che spingono sul tema, postando e ripostando i post di club e leghe sul tema, e periodicamente sulla stampa inglese leggo di un dilagare di diagnosi compiacenti e di fenomeni che fanno davvero auspicare la fine del mondo, tipo la presenza di nove 'mental health first aiders' (non sto scherzando) in un teatro londinese, per aiutare gli spettatori di una rappresentazione particolarmente triste a superare il trauma. Follia che fa comprendere anche la decadenza dell'Occidente. I primi segnali sono stati anni fa i venditori di ombrelli fuori dalle fermate della metro: evidentemente c'era chi aveva capito che per mandare nel panico l'Occidentale medio bastano due gocce, figuriamoci il resto.
2) Io un paio di biglietti li comprerei pure, ma hanno costi assurdi.
3) Su Anna Valle sei stato fin troppo moderato, utilizzando l'aggettivo 'splendida'.