Bouchard la Paolini al contrario
La canadese lascia il tennis a 31 anni e dopo 15 di carriera, uno a livello altissimo. Quasi come la toscana, che però il meglio lo ha tirato fuori alla fine...
Nella sua Montreal una commovente Eugenie Bouchard ha lasciato il tennis, che però in pratica aveva lasciato dopo l’operazione alla spalla del 2021, fra tanti tentativi di ricostruirsi una classifica nelle prime 100 e la divorante passione per il pickleball, che personalmente preferiamo al padel. La Bouchard è uscita dalla scena del tennis perdendo contro la Bencic, numero 20 WTA, al termine di una partita quasi da Bouchard di una volta. Non vogliamo dire quella del 2014, finalista a Wimbledon, numero 5 e tutto il resto, ma quella che fino a quattro anni fa ha dignitosamente navigato nel circuito maggiore.
Siamo sempre stati tifosi della Bouchard non soltanto per la sua bellezza, ma anche per il suo tennis poco muscolare, da Hingis minore (facciamo molto minore) e la sua grande positività, che noi suoi fedelissimi su Instagram apprezziamo. Una ragazza che ha fatto sacrifici, diventando l’una su mille che ce la fa, ma senza farli pesare perché nessuno le ha chiesto di farli ed essendo sempre grata alla vita per le opportunità che le ha dato. Senza quella commozione cerebrale, a 21 anni, a causa di una caduta, staremmo forse parlando di un’altra carriera ma non si può dire perché il tennis femminile ci ha abituato a osservare crolli anche più strani di quello della Bouchard.
Un vera predestinata, con una attività juniores super, a partire da quello Wimbledon vinto in finale sulla Svitolina, una predestinata che logicamente è stata detestata da molti: dai sedicenti ‘veri appassionati di tennis’, gli eunuchi che non tifano o se lo fanno prediligono qualche cessa da percentage tennis per sembrare più intelligenti (sono persone che nel calcio aborrono, per dire, la Juventus, seguendo l’Arsenal), e da molte avversarie che schiumavano nel vedere i guadagni extratennis della canadese.
Una carriera opposta a quella della quasi coetanea Paolini, che fino a 28 anni non aveva mai superato il secondo turno in uno Slam., prima di trovare un 2024 da sogno con le finalei di Roland Garros e Wimbledon, l’oro olimpico in doppio, eccetera, e un 2025 inferiore ma comunque inimmaginabile per la Paolini di due anni fa, con la vittoria di Roma, la semifinalke a Miami e gli ottavi a Parigi. Lei da Montreal è uscita male, contro la Ito, in mezzo al nuovo cambio di allenatore e a un ridimensionamento ovvio ma non per questo facile da accettare. Cosa vogliamo, faticosamente, dire? Che per la maggior parte di quelli bravi il top dura pochissimo, per le ragioni più varie, a differenza di quanto accade per i fenomeni.


Pickleball divertentissimo. Ci gioco almeno una volta settimana al getfit di via Pinerolo. Stefano se vuoi ti inserisco nel gruppo whatsapp 😉
Mai sentita nominare fino a 5 minuti fa ma me l'hai fatta apprezzare.