Domani sera, alla vigilia dell’inizio del Mondiale, il FIFA Countdown Concert, l’evento internazionale fra Città del Messico, Toronto e Los Angeles, sarà aperto da Andrea Bocelli. E la cosa è quasi incredibile, almeno per gli anti-italiani, visto che l’Italia non gioca il Mondiale (se non con Circati, peraltro prodotto dal settore giovanile australiano) e che Bocelli, pur notissimo in tutto il mondo, non è un rapper, non è una popstar per così dire moderna e non può nemmeno essere incasellato nella musica latina.
Bocelli è l’artista italiano più famoso nel mondo ed esiste come personaggio da più di trent’anni, da quella demo di Miserere apprezzata da Zucchero, ma in Italia se ne parla ancora come di una curiosità, una rarità, quasi un incidente nella storia della discografia. Inutile ricordare la sua carriera, ci sono già Wikipedia e un miliardo di articoli: fra le tante cose ci ha sempre colpito il suo successo in America, dove i tenori che ci hanno provato sono stati milioni:. Basti dire che sull’onda del successo di Sogno, quindi nel 1999, c’erano in classifica altri quattro suoi album, una cosa da Beatles o da U2. O da Bocelli.
Ma andiamo direttamente alla domanda. Perché lui sì e tutti gli altri tenori no? Anche tenori tecnicamente (secondo i competenti, quindi non noi) migliori di lui e con lo stesso stile. Una spiegazione nostra è che Bocelli, fra i tanti che hanno portato la lirica nel mondo del pop, ha sempre incarnato un’italianità classica, quasi ottocentesca, ma non macchiettistica: nemmeno quando canta le canzoni napoletane crea l’effetto pizza e mandolino. A questo aggiunge una presenza scenica notevole, che lo rende credibile nelle cerimonie in mondovisione, dal sorteggio del Mondiale alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Inoltre ha sempre provato ad andare oltre il compitino, con collaborazioni eccellenti e tante canzoni originali, lanciate da lui e quindi slegate da un repertorio scontato. Poi è ovvio che non esca vivo da uno stadio se non canta Nessun dorma. Infine, ce la possiamo sempre cavare così, ha il quid che non ha nessuno, non soltanto Alfano.
Il risultato è quello di una popstar mondiale, secondo una stima di Rolling Stone il nono al mondo nel ranking degli eventi privati, bel più lucrosi dei concerti, dietro Beyoncé, Taylor Swift, i Rolling Stones, Paul McCartney, Adele, Elton John, Ed Sheeran e i Coldplay. La stima per difetto, per Bocelli, è sui 2 milioni di euro a serata, ma è chiaro che meno dignità ha l’evento (il tipico compleanno del figlio scemo) più alto è il cachet, tanto di solito gli smartphone vengono sequestrati e di queste marchette rimangono poche tracce. In ogni caso una stella mondiale, Bocelli: non significa che per patriottismo lo si debba ascoltare per forza, la vita è breve e se ci rimanessero dieci minuti ascolteremmo i Pink Floyd, ma che Bocelli è un gigante.
stefano@indiscreto.net


L'unico cieco a cui consentono di andare in giro a cavallo liberamente
ma Bronny Bocelli se lo porta ancora appresso? O alla fine ci ha rinunciato?