Autocandidatura di Mancini
Si sta decidendo il dopo-Spalletti fra piccoli, medi e grandi rifiuti, predestinati finora fallimentari e il c.t. campione d'Europa 2020, che finalmente è uscito allo scoperto...
Era davvero ora che Roberto Mancini uscisse allo scoperto, facendo scrivere alla Gazzetta ciò che nella nostra miseria scriviamo da prima dell’esonero di Spalletti, e cioè che l’ex c.t. di Euro 2020 aveva messo in campo tutto il mettibile per ricucire il suo rapporto con Gravina, nella speranza un domani di tornare alla guida della Nazionale. Certo non pensava che Spalletti sarebbe stato esonerato così presto e in questa maniera così assurda, da qui l’intervista ad Andrea Elefante con il ciuffo cosparso di cenere e gli scazzi del passato derubricati a incomprensioni.
Ma in realtà c’è poco da comprendere: Mancini non era stato scelto da Gravina, che voleva a tutti i costi un suo allenatore e aveva detto a Spalletti di tenersi pronto, con il compito poi facilitato dai rigori di Jorginho e dalle scellerate dimissioni agostane di Mancini. Adesso i casi della vita hanno messo dalla stessa parte della barricata Malagò, trombato da Abodi e dalla destra con il limite dei dei tre mandati fatto valere per lui e non per i presidenti federali, e Gravina, da sempre accostato al centro-sinistra, qualsiasi cosa voglia dire. Malagò estimatore e sponsor di Mancini, che di suo qualche mese fa (lo ha detto anche alla Gazzetta) ha parlato con Gravina, chiarendo il motivo della sue mosse dell’estate 2023 e ribadendo il suo amore per la Nazionale.
Che parte da lontanissimo, dalle tante occasioni perse da giocatore con Bearzot, Vicini e Sacchi, per colpa sua ma anche dei media che pompavano ‘favole’ di giocatori di club con più tifosi della Sampdoria. Vicini, che abbiamo conosciuto bene e quindi apprezzato, sosteneva addirittura che far giocare Mancini gli creasse problemi con i giornalisti, situazione poi degenerata dopo il vaffanculo di Dusseldorf.
Tornando al presente, non crediamo che Mancini sia entrato nel cuore di Gravina nemmeno dopo le recenti pseudo-scuse, anche se è rimasto in quello degli italiani e dei giocatori che ricordano con piacere non i suoi schemi ma il buon clima che c’era nello spogliatoio. Quello che c’era con Prandelli, quello che c’era con Lippi, al di là di quello che si è vinto o non vinto. Il fatto stesso che su ispirazione di Buffon (un altro da esonerare, pur avendo ovviamente meno colpe di Spalletti) stia valutando i tanti allenatori falliti usciti dall’Italia del 2006, dopo gli assurdi no di Ranieri e Pioli, dice tanto. Insomma, il Mancini bis sarebbe un segno di intelligenza da parte di tutti. Come Alex-Jennifer Beals puoi sbagliare, ma ci puoi riprovare.



"accostato al centro-sinistra, qualsiasi cosa voglia dire". Dall'ultimo post della Schlein se sei andato a votare al referndum e hai votato no ai quesiti sui diritti dei lavoratori, sei cmq vicino al centrosinistra....
Mancini ha mandato tutti a cagare, si è fatto i cazzi in Arabia e adesso andrebbe ripreso che magari ti rimanda a cagare dopodomani se si sveglia col piede sbagliato?
Acerbi, Mancini, ... hanno fatto le loro scelte, niente di male, ma finita lì.