Attenti al bagno
di Erminio Ottone - Una serata nell'ennesimo locale di tendenza nella capitale del non divertimento, fra ragazze a tassametro, idioti che vogliono suscitare invidia, coca in quantità industriale...
Amici/nemici della notte milanese, ecco una storia di pura milanesità by night. Il vostro Erminio Ottone ha visitato un locale molto in voga tra la gente bene (si fa per dire), in una delle zone più cool di Milano. Un locale di gran moda, che chiameremo Caffè Tizio. Nella serata in cui ci capita Ottone l'ambiente è super-patinato: ceche, slovacche, russe, ungheresi, ucraine, tutte bellissime, tutte da copertina. Un po' meno da copertina la clientela maschile: vecchio pelato con anellazzi alle dita e cubano di 30 cm, o giovane griffato con Lamborghini parcheggiata fuori, tanto per citare un paio di esempi.
All'interno Ottone e il suo nuovo compare Free Drink (così soprannominato perché beve sempre a scrocco, non pagava nemmeno la Fanta alle feste in terza elementare) e i suoi amici si accorgono di essere le uniche persone normali... Per normali si intendono persone che si recano al locale, ballano la musica se gli piace, fanno conoscenza, se possibile, con ragazze carine. Il guaio è che l'ambiente è di tutt'altro tipo: tavoli allestiti da 'sboroni' spendisoldi, ragazze-immagine pagate per far fare loro bella figura.
Evidentemente una di loro è pagata di più: bellissima, quasi inarrivabile, inscena uno spettacolo da film porno sul divanetto con un individuo dal fascino molto discutibile. Gli salta in groppa, lo bacia facendo vedere bene la lingua fuori dalla bocca, lo lecca sul collo e sulla pelata. L'individuo è tronfio, convinto com'è di suscitare l'invidia degli astanti... In realtà, Ottone, e i suoi amici se la ridono e dissertano sull'immoralità che le leggende attribuiscono al genere femminile, fin dai tempi di Eva e di quella maledetta mela.
Ottone si guarda intorno, alla ricerca di un po' di normalità... Eccola! Gruppetto di amiche, una ragazza di colore molto carina, semplice. Ottone indugia e passano i minuti. Pausa. Ottone va in bagno e lo trova occupato per qualche minuto, fino a quando dallo stanzino del cesso non emergono una delle tante gnocche da copertina e un ragazzo. Ottone sorride, convinto che i due abbiano avuto un simpatico incontro ravvicinato, va in bagno e torna nella mischia. Qui fa brevemente conoscenza con una ragazza-immagine...
"Ciao, piacere, il tuo nome?"... Solite cose, insomma. La ragazza, ungherese, coinvolge anche una sua amica e toh... È proprio quella che è uscita poco prima dal bagno. "Ciao, piacere! Ti ho vista poco fa in bagno... Beata te". La ragazza risponde con inaudita ferocia e parte il dialogo qui di seguito (R= ragazza; O= Ottone).
R: "Cazzo vuoi? Ho il ciclo!"
O: "Contessa! Grazie dell'informazione ma non me ne frega un cazzo!"
R: "Non fare IL scemo! Cosa cercavi in bagno?"?
Ottone è il ritratto dell'ingenuità, e pensando che la ragazza sia andata in bagno per concedersi un po' di svago sexy col suo amico, risponde: "Be’, che domanda é? Non vado certo in bagno per cercare la gnocca!"
R: "Stronzo! Chi vuoi prendere in giro?"
O: "Ti pare abbia bisogno di andare in bagno per sperare di rimediare una ragazza? Dovevo semplicemente usare il bagno.."
R: "Sì, sì. Quelli che fanno i finti puritani li ammazzo!"
Solo a quel punto l'ingenuo Ottone capisce il senso di questo dialogo tra sordi. Il coglione è lui, perché usa il bagno per espletare le sue funzioni fisiologiche e non per quella che, secondo la ragazza, è la vera funzione di un gabinetto: farsi una sniffata.
Ottone accusa il colpo, mai come ora ha bisogno di normalità e moralità. Si guarda intorno impaurito, ritrova la ragazza di colore... Gli sembra ancora più carina di prima, gli sorride, è il momento! "Ciao, piacere, ecc, ecc". La serata finisce bene, via con lei, senza malintesi: divertirsi, stare insieme, conoscersi. Viva la normalità...forse a Milano si può ancora vivere. Basta evitare i suoi locali.
Erminio Ottone (articolo pubblicato il 24 aprile 2005)


“Il coglione è lui, perché usa il bagno per espletare le sue funzioni fisiologiche e non per quella che, secondo la ragazza, è la vera funzione di un gabinetto: farsi una sniffata”
Praticamente il mio ritratto…
Anche perché essendo dell’altra sponda (alcol) le visite erano necessarie e frequenti.
“l'ambiente è super-patinato: ceche, slovacche, russe, ungheresi, ucraine, tutte bellissime, tutte da copertina”
“articolo pubblicato il 24 aprile 2005”
Che oggi sono delle cinquantenni…
Qualcuna si è mantenuta egregiamente, altre si sono inquartate trasformandosi in simil badanti…
PS in questi giorni mi sarei aspettato però un pezzo sulla Bardot, che il pur pregevole Ottone non ha incrociato per motivi anagrafici
"vecchio pelato con anellazzi alle dita e cubano di 30 cm"
non c'è niente di più patetico e tragico di chi non vuole rassegnarsi al dio sfuggente del tempo, come lo chiamava Franco Rossi.