Allegri la seconda scelta
Ritorno al Milan dopo 11 anni, in una situazione per una volta contiana, in cui fare il fenomeno è facile. E poco gli importa che per almeno tre squadre fosse la soluzione di ripiego...
Massimiliano Allegri torna al Milan a 11 anni dal suo strampalato esonero, voluto da un Berlusconi in declino che non lo aveva mai amato, per fare posto a un Seedorf che fino a pochi giorni prima giocava e che in panchina avrebbe fatto soltanto disastri, al Milan e altrove. Dopo un anno di cavalli, risate guardando l’operato di Giuntoli alla Juve, e di altre cose belle, Allegri era una delle prime scelte della Roma, insieme a Gasperini e altri, e senz’altro la seconda del Napoli in caso di addio di Conte, dell’Inter con Inzaghi comunque a fine ciclo, e anche del Milan dopo il supposto ‘profilo internazionale’ che mai è stato individuato né contattato dai dirigenti di Cardinale-Elliott. Riportati sulla via giusta dal concreto Tare, anche lui una seconda scelta. Ma al Milan, già così com’è, non serve genialità: un direttore sportivo vero, un allenatore vero. Acquistando uno o due difensori centrali sopra il livello della cagnaggine è una squadra da scudetto. Era una squadra da Conte, per la situazione tipicamente contiana (senza dimenticare che nel 2024 Conte sarebbe stato più che disponibile a venire), ma Allegri è di primissima fascia.



difensore sopra il livello della cagnaggine è meravigliosa
Conte al Milan avrebbe vinto lo scudetto al 100%